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> recensioni musica italiana Settembre 2004 < |
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sea & sand |
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wanin moon
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nefertiti |
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impulso |
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a time for spring |
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kind of sunshine |
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aphrodite s dream |
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several shades of dawn |
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the dharma bums |
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all gone |
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other directions
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the in-between
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le depart
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NICOLA CONTE
Other Directions
Emi/Blue note
Una grande sfida per Conte firmare la prima produzione italiana per la Blue Note. Però è una firma che gli riesce particolarmente, con tanto di svolazzo per le “altre direzioni” di questo album che sono tutte belle da seguire, frutto di un grande amore di base per il jazz morbido e rotondo che poi viene sbriciolato in un setaccio decisamente più pop. Questo significa che Conte, sfruttando la propria esperienza come Dj, utilizza il jazz come elmento di un set più ampio, a volte la porta in primo piano (come nella splendida Wanin' Moon ) altre volte gioca a nasconderlo un pò per renderlo ancora più prezioso. Il risultato è un album destinato a un consumo internazionale, veloce da far viaggiare e accogliente come le hall di quegli hotel frequentati dal pubblico ideale del CD: elegante, sveglio, orientato a uno stile di vita tutto design e azione.
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alla pietra 9 luglio 2003
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casi difficili
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divenire
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orfani e vedove
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tu ed io
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i miei nonni
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io e te
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cavalli e cavalle
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s'ostina
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p.g.g.g.r. |
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si può |
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PGR
D'anime e d'animali
Mercury
Il progetto PGR, sorprendente e inatteso, riaffiora ora nella forma di un album registrato negli studi Real World di Peter Gabriel a Bath ma pensato, quasi spremuto, in una casa nell'Appennino toscoemiliano. E così quel senso di spazialità locale, quasi rurale, al quale Giovanni Lindo Ferretti si è sempre mantenuto fedele in tutte le sue tante manifestazioni (CCCP, CSI) viene conservato anche questa volta. Una volta,questa, ancora più mistica e rock degli album precedenti: alcune canzoni hanno la struttura dell'operina rock ( Casi difficili ), altre sono ballate quasi nostalgiche ( Divenire, Tu e io ), altre ancora sono il tentativo di formare un moderno messale laico di meditazione ( Cavalli e cavalle ) con quelle chitarre taglienti che non lasciano spazio all'incertezza. Ma la canzone più interessante di tutte è P.G.G.G.R : il resoconto di una generazione che resiste anche se non sempre sa perché resiste.
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SUD SOUND SYSTEM
Fuecu su fueco
System
I salentini Sud Sound System pubblicano questo “best” selezionando equamente tre canzoni per ogni album e aggiungendo due canzoni nuove ( Fuecu su fueco e Friscu de sira) nei quali l'allontanamento da cadenze esclusivamente reggae & dub lascia intuire qualcosa di nuovo. Questo CD è quindi l'occasione ideale per avvicinarsi a una delle realtà più nascoste ma anche più magicamente creative della nuova musica italiana: in quella terra di sole e di tesori sonori che è il Salento si è installato un frammento di jamaica che ha portato conseguenze creative originali. I Sud Sound System giocano con l'ipnotismo reggae mescolato alla bella lingua salentina, catturano i sapori della loro terra in una musica di gioia e di speranza. Sincera e solare.
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> recensioni musica jazz Settembre 2004 < |
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Deszda |
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Neptune |
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Magoo |
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Amaxonia |
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My own blues |
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Ringin' bells |
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Bye Bye Blackbird |
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QUARTE
Ringin' Bells
VVJ/EMI
L'Italia è un luogo non trascurabile nella discografia di Liebman, che qui ha inciso con diverse etichette e ha più volte incontrato i musicisti nazionali, anche quelli cosiddetti “emergenti”. Quest'album sancisce una collaborazione, anche concertistica con un trio (Alessandro Galati al pianoforte, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Alessandro Fabbri alla batteria) che ha una propria identità musicale e un proprio equilibrio interno.l'inserimento della voce di Liebman non è posticcio, non si pone al di fuori del contesto, bensì produce nuove articolazioni del gioco relazionale, accetando di entrare a pieno titolo nei meccanismi della musica. Il repertorio scelto spazia dai brani di impronta standard a quelli più aperti, nei quali il soprano si muove con quella partecipazione emotiva tipica del lavoro di Liebman, che trova nei patner musicisti ricettivi con i quali costruire una musica che saldi gli aspetti solistici al collettivo.
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Move |
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Half Nelson |
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Down |
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Out Of The Blue |
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Half Nelson |
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Tempus Fugit |
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Move |
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Move |
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The Squirrel |
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Lady Bird |
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MILES DAVIS
Birdland 1951
BLUE NOTE/EMI
Era iniziata la “traversata del deserto” da parte del trombettista allora venticinquenne, passato per l'università del quintetto parkeriano e i trionfi artistici delle incisioni cool con il proprio nonetto; ma Davis sembrava aver buttato alle ortiche quella cospicua eredità, e stava dolorosamente cercando una propria identità umana oltre che musicale. Il 1951 è solitamente considerato un momento esteticamente infelice, nel quale emergono i segni di una tossicodipendenza avviata qualche tempo prima. Ma questi documenti dal vivo raccontano una storia in parte diversa. Davis è tecnicamente in gran forma, schiettamente influenzato da Fats Navarro, e costruisce lunghi assoli che spesso galvanizzano i suoi eccellenti compagni d'avventura: J.J. Johnson al trombone, Sonny Rollins al tenore, Kenny Drew al piano, Tommy Potter al contrabbassoe Art Blakey alla batteria. L'atmosfera è quella di una jam session di vaglia, immersa nel bebop maturo e anzi ormai sfiorato da qualche sospetto di manierismo; tutti i temi eseguiti sono dei classici di quello stile, affrontati con indomita grinta. Ma il trombettista sembra già rivolto altrove: spesso la sua attenzione va ai dettagli, inattese dissonanze, soprattutto iridescenze timbriche sulle quali concentrerà sempre più consapevolmente le sue future innovazioni. Questa serata di Febbraio risultava fino ad oggi inedita.
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MYLECTRIC |
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FREAK TAEB |
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GHANAIA |
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PUZZLE PICTURE |
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OGNOB GNOS |
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KIRETASE |
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JAZZIT |
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SONG FOR LEA |
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REMIXED |
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ETUDE |
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CLAIRE DE LUNE |
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ELBOTONAL PERCUSSION
Drumtronic
Act Nu Jazz
Fondato ad Amburgo nel 1996, il quartetto unisce Andrej Kauffman, Wolfgang Rummel, Stephan Krause e Jan-Frederick Behrend, cui si aggiunge Christopher Deil come ospite a vibrafono e marimba. Sono tutti percussionisti di estrazione classica che sperimentano la fusione di differenti orizzonti stilistici, con comune denominatore l'incontro tra ritmi ed elettronica. Set di percussioni di ogni foggia, tamburi africani, metallofoni si intrecciano per dar vita a costruzioni modulari che possono commentare grooves in stile jungle ma anche cellule ripetitive che si espandono melodicamente, o scansioni jazz rock rivedute secondo il gusto corrente.
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> recensioni musica estera Settembre 2004 < |
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intro |
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can't stop |
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around the world |
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scar tissue |
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by the way |
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fortune faded |
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i feel love |
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otherside |
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easily |
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universally speaking |
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get on top |
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brandy |
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don't forget me |
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rolling sly stone |
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throw away your television |
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leverage of space |
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purple stain |
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the zephyr song |
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mini-epic |
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californication |
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right on time |
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parallel universe |
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drum homage medley |
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under the bridge |
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black cross |
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flea's trumpet treated by john |
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give it away
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RED HOT CHILI PEPPERS
Live In Hyde Park
Warner Bros
I Red Hot Chili Peppers pubblicano il loro primo live, a 20 anni dalla loro formazione e a 15 dall'ingresso nel circuito che conta. Quasi un record, che viene però registrato con un doppio CD che fin dalle prime note si dimostra un prodotto vero e sostanzioso. Ed è anche vera testimonianza in tempo reale, visto che i tre concerti di Hyde Park sono quelli tenuti il 19, 20 e 25 giugno scorsi. I RHCP sono il gruppo del momento (un momento che dura ormai da quattro anni), capace di abbinare tecnica e ferocia, melodia e umorismo rock. E' quello che dimostrano al pubblico londinese con una sequenza torrida di canzoni interpretate con quel senso febbricitante del ritmo che è la loro caratteristica. Testimone e al tempo stesso protagonista del rock di inzio millennio, la band si gode l'acclamazione che accoglie le famose Can't Stop , Around The World o Californication . E il pubblico (anche a casa) si diverte molto. Una combinazione perfetta!
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Intro |
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Mass Destruction |
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I Want More, Pt. 1 |
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I Want More, Pt. 2 |
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Bluegrass |
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Sweep |
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Miss U Less, See U More |
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No Roots |
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Swingers |
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Pastoral |
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Everything Will Be.. |
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What About Love |
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In the End |
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Mass Destruction 1 |
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Mass Destruction 2 |
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FAITHLESS
No Roots
BMG
Per Rollo e soci un disco ambizioso ed intrigante. No Roots è una specie di lunga suite, i cui 14 brani sono tutti legati tra loro sia dalla particolare impostazione melodica che dalle atmosfere notturne e cupe, oltrechè da una nuova impostazione militante nelle liriche di Maxi Jazz ( Mass Destruction ). Il cuore del disco è nella title- track, che Maxi interpreta con la superstar Dido (sorella di Rollo): un efficace esempio della politica del dancefloor secondo i Faithless, che pur non riuscendo sempre a mantenersi sui medesimi livelli di lucidità hanno comunque saputo compiere un ulteriore passo avanti.
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lost
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labyrinth
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before three
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the end of the world
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anniversary
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us or them
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alt end
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i don't know what's.. |
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taking off
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never
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the promise
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going nowhere
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lost (instrumental)
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the promise
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truth goodness & beauty |
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credits
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THE CURE
The Cure
Geffen
Dopo anni di silenzio, Robert Smith torna, insieme ai suoi inseparabili Cure, a tingere di dark le classifiche musicali. Lontano da occhi indiscreti, il team si è messo a lavoro agli Olympic Studios di Londra sfornando in rapida successione le dodici tracce che compongono l'omonimo album. Stregati dal potente basso di Simon Gallup, veniamo catapultati in un mondo popolato da suoni aggressivi e coinvolgenti, incapaci di staccare le orecchie dallo stereo che urla e geme alle nostre spalle. In un ambiente saturo di riverbi ci trasciniamo lungo le tappe di un'improbabile Via Crucis musicale: Lost , Labyrinth , Alt.end , The Promise . Un disco dalle tinte forti a tratti spaventosamente onirico.
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