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> recensioni musica italiana Ottobre 2004 <
•  tra sesso e castità
•  le aquile non volano..
  •  ermeneutica
•  fortezza bastiani
  •  odore di polvere da sparo
•  i'm that
  •  conforto alla vita
•  23 coppie di crosmosomi
•  apparenza e realtà
•  la porta dello spavento..


FRANCO BATTIATO
Dieci Stratagemmi
Sony

Disco di suoni e atmosfere. Le voci ci sono ma poiché sono - tecnica consolidata – anche in altre lingue (inglese e tedesco) è più facile assimilarle a suoni. Eppure quelle poche frasi si fanno notare e costituiscono temi di discussione e di passione. Come l'invettiva Ermeneutica , che prima della pubblicazione dell'album è stata affidata all'ascolto via Internet, o come I'm That , un “muro di suono” attraverso il quale si fa strada, in inglese, una dichiarazione controcorrente che in sintesi rivendica all'artista il diritto di non essere musulmano né buddista né cristiano, né falce o martello né fiamma tricolore “perché sono un musicista”. Si, con il suo abituale stile cut-up (frammenti assemblati in apparente noncuranza), Battiato si diverte a farci pensare. In questo aiutato da un gruppo di fiancheggiatori non meno agguerriti: Manlio Sgalambro, naturalmente, ma anche Maurizio Arceri, in proprio e con il nome d'arte dei Krisma e coautore di Apparenza e realtà , la canzone più anni '80 di un album aderentissimo alla realtà.


  •  pericle il nero
•  la terra vista dalla luna
•  imparare dal vento
•  amore impossibile
  •  apro gli occhi
  •  verso nord
  •  l'autostrada
•  esplode
•  cosa cerchi veramente
  •  illusioni parallele
  •  felicita'
•  attraversare la notte


TIROMANCINO
Illusioni parallele
Virgin

Con l'arrivo dell'autunno tornano le atmosfere malinconiche dei Tiromancino. L'uscita dei loro dischi è attesa ormai come quella delle star internazionali, e la casa discografica li considera una priorità e non più il prodotto di un gruppo “alternativo”. E anche questa volta i Tiromancino soddisfano le aspettative mantenendo il marchio di fabbrica: dodici canzoni tutte da ascoltare seguendo i “percorsi emotivi” tracciati dai sensibili autori. Un semplice arpeggio di chitarra e due voci che si intrecciano (quella femminile è di Nicole Pellicani) costruiscono la suggestiva Verso Nord . Manuel Agnelli dà un tocco “Afterhours” cantando e contribuendo alla stesura della musica di Esplode ; elettronica e criptica è Illusioni parallele ; fra il poetico e l'ironico la Felicità secondo Lucio Dalla, mazzata e sorniona Attraversare la notte . Questo sono le canzoni che dimostrano che i Tiromancino sanno osare anche oltre i confini a loro più familiari.


•  ramon 2
•  il mistico
  •  sempre allegri
•  la fine di pierrot
•  que nadie sepa mi sufrir
  •  mi arrendo
  •  ramon
•  macrame les doigts
•  negli occhi guardo poco
  •  mexicostipation
  •  non ricordo più
  •  tre passi avanti
  •  papillons
  •  mama nonmama


BANDABARDO'
Tre passi avanti
On The Road/Venus


Difficile distinguere un album della Bandabardò dall'altro, perché tutti fanno parte di un'unica filosofia di vita che li accompagna da un decennio, basata sul concetto di movimento e di divertimento continui che, al ritmo del loro inconfondibile folk-ock, formano un flusso di positività che si autoalimenta. Oltre a un paio di brani cantati in francese da Erriquez ( Macramè Les Doigts e Papillons ), un tocco “esotico” in Tre Passi Avanti lo dà il cubano Ramon alle percussioni, tromba e voci nella mariachi Mexicostipation e nella canzone d'apertura Ramon 2 . Da segnalare anche la presenza della “filastrocca” di Dario Fò che dà il titolo al brano Sempre Allegri . Il disco contiene inoltre una traccia multimediale con alcune foto tratte dai dietro le quinte dei loro tour, e il video casalingo del brano Il Mistico .




> recensioni musica jazz Ottobre 2004 <
  •  stop this world
•  the girl in the other room
  •  temptation
•  almost blue
  •  i've changed my address
•  love me like a man
  •  i'm pulling through
•  black crow
•  narrow daylight
  •  abandoned masquerade
•  i'm coming through
•  departure bay


DIANA KRALL
The Girl In The Other Room
VERVE

Con “The Girl In The Other Room” Diana Krall perviene tuttavia a una svolta che molti definirebbero matura e consapevole, un punto dove finalmente salgono in superficie sia una voce sia una penna d'autore, benchè l'inchiostro da cui quest'ultima attinge sia quella di un paroliere di razza quale il consorte Elvis Costello. Il cast di contorno è poi di primissima scelta (Neil Larsen all'organo, Anthony Wilson alla chitarra, Christian McBride e John Clayton si alternano al contrabbasso, Peter Erskine, Jeff Hamilton e Terry Lyne Carrington alla batteria) e il repertorio è perfettamente bilanciato tra rivisitazioni e composizioni originali; è proprio la massiccia presenza di queste ultime a rendere il discorso a qualche modo inedito e interessante. In questo ultimo lavoro non sono i tempi dinamici a dominare (se si eccettuano un paio di titoli bluesy e cadenzati quali Stop This World di Mose Allison e Tempation di Tom Waits, che da soli varrebbero l'acquisto dell'album), bensì parentesi fascinose e rilassate dove torch songs eleganti e irresistibili come Almost Blue (di Costello) o Black Crow (di Joni Mitchell) si succedono a filigranati e riuscitissimi brani autografi quali Abandoned Masquerade , The Girl In The Other Room e Departure Bay .

•  Straight
•  Pavane
  •  Saturday
•  Choral
  •  Simple Thoughts
  •  Prism
•  Lines
•  European Triangle
•  Cinderella Song


ARILD ANDERSEN
The Triangle
ECM

Al secondo disco dopo il giustamente ammirato “Achirana” del 1999, questo trio che esprime diverse anime del jazz europeo (esteticamente ma anche geograficamente: Vassilis Tsabropoulos pianista greco, Arild Anderson contrabbassista norvegese e John Marshall batterista britannico) si conferma un gruppo dall'originale dimensione espressiva, ma al tempo stesso accentua una tendenza estetizzante che sembra rappresentare soprattutto le idee di Tsabropoulos: non a caso nell'accentuata moralizzazione, nella compiaciuta staticità, nella semplificazione misticheggiante dei timbri echeggiano le analoghe atmosfere del suo (non jazzistico) album solitario, “Akroasis”. In più il pianista ellenico non ripudia il proprio passato accademico, che lo porta da un lato a discutibili ripescaggi da quel repertorio ( Pavane è un adattamento della raveliana Pavane pour une infant défunte), dall'altro a una normalizzazione ritmica che a volte sembra frenare i partner. Certo, il gioco dei contrasti costituisce l'anima del gruppo, nel quale Marshall sembra rappresentare le”fondamenta” jazzistiche più esplicite mentre Anderson gioca il ruolo del battitore libero, riconfermandosi fra i massimi specialisti dello strumento per fantasia, bellezza di suono e agilità costruttiva.

•  habla del sur
•  era destino
  •  l'amor messo da parte
•  tango lento
  •  quello che non voglio
  •  cos'è che ti fa andare così
  •  argentiera
•  ladybird
•  nel mare sconfinato di un..


PAOLO DAMIANI
Ladybird
EGEA

Ladybird, uno dei suoi dischi più belli, ha il senso di una fresca, divertita ricerca sulla canzone. Merito di Damiani (contrabbasso e violoncello) è l'aver dato una precisa struttura al progetto, scegliendo una cantante e, all'occorrenza, un autore che si inserissero nel gruppo con la stessa funzione, dignità e creatività degli altri valenti musicisti (Paolo Fresu tromba e flicorno, Gianluca Petrella trombone, Achille Succi alto sax e clarinetto basso, Bebo Ferra chitarra, Roberto Dani batteria, Fulvio Maras percussioni e parte elettronica). Questa vocalist è l'abruzzese Diana Torto, accolta da Damiani allorché vinse, nel 1996, un concorso dell'Ismez per giovani talenti. La ascoltiamo distillare, con la sua straordinaria tecnica, verso per verso, parola per parola, e così penetra nel loro vivo. Le canzoni spesso restano legate alla bellezza del suono, senza cercare significati espliciti, come è invece nei due intensi testi scritti da Stefano Benni, L'amor messo da parte e Quello che non voglio , quest'ultimo dedicato a De Andrè. E la riuscita è totale su entrambi i versanti. Guidati da Damiani sulle partiture e nell'estro esecutivo, grande apporto offrono del resto tutti, da Fresu con lancinanti sordine a un Succi ormai da riconoscere tra i nuovi maestri del nuovo jazz



> recensioni musica estera Ottobre 2004 <
  •  take my hand
•  wicked man
  •  where could i go
•  church house steps
  •  11th commandment
  •  well well well
  •  picture of jesus
•  satisfied mind
•  mother pray
  •  there will be a light
•  church on time


BEN HARPER
WITH THE BLIND BOYS OF ALABAMA
There Will Be A Light
Virgin

In questo album, dedicato a temi religiosi, l'ecclettico chitarrista e cantante e il leggendario gruppo gospel guidato da Clarence Fountain, fanno centro. Scritture dello stesso Harper, di Bob Dylan e tratte dal repertorio tradizionale vanno a comporre una delle più belle collaborazioni di questi anni. Ritmica delicatamente percussiva e tasteristica, nell'affascinante Take My Hand , che mette in luce le perfette trame vocali fra solismo e controcanto. Where Could I Go sposta lo stile verso le soul ballad di stretta derivazione religiosa e si rivela una delle migliori del disco, mentre la ritmica Church House Steps regala anche un po' di psichedelica blues chitarristica e la dylaniana Well Well Well guarda alle radici dello spiritual. Altri pregevoli brani sono Satisfied Mind , con Fountain in evidenza, e Mother Pray , cantato a cappella, Harper solista. Impeccabile.

•  spitfire
•  girls
  •  memphis bells
•  get up get off
  •  hotride
  •  wake up call
  •  action radar
•  medusa's path
•  phoenix
  •  you'll be under my wheels
  •  the way it is
•  shoot down


THE PRODIGY
Always Outnumbered, Never Outgunned
XL Recording

12 canzoni costruite con abilità e ferocia nell'area dei beats elettrorock, quella fusione di suoni nella quale si può entrare indifferentemente dalla porta del rock o da quella della techno, tanto il risultato e un magma di ritmi e assembramenti sonori che sfugge ad ogni definizione. Fin dal primo singolo, Girls , si sente che i Prodigy sono rimasti fedeli e coerenti al loro pensiero modernamente punk e commercialmente nichilista, che pur ha fruttato loro 8 milioni di copie in tutto il mondo (200 mila in Italia) dell'ultimo The Fat Of The Land . Con l'adrenalina che circola in tutti i solchi, questo album è una trasgressione continua a ogni regola del mercato, con alcuni capolavori come Medusa's Pat e Hot Ride . Lungo l'elenco degli ospiti famosi nel sottobosco della musica indipendente ( tra gli altri Kool Keith, Twista, Shahin Bada che già cantava nell'hit Smack My Bitch Up ) con l'eccezione del più celebrato Liam Gallagher degli Oasis in Shot Down .

•  My Gal
•  Chains Of Love
  •  New Lover
•  One Step
  •  Stone River
•  Problem, The
  •  Homeless
•  Fancy Dancer
•  Rio
  •  These Blues
  •  Motormouth
  •  Blues For Mama
  •  another song


J.J. CALE
To Tulsa And Back
Capitol

J.J. Cale faccia di attore di serie B e dita assolutamente magiche lungo tutte le tredici canzoni che è andato a registrare a Tulsa, in Oklaoma, come conferma anche il titolo. Virtuoso della chitarra e cantante dalla voce calda, Cale predilige la magia complessiva al colpo di teatro. E così Rio ci porta in un Brasile piacevolmente convenzionale con la sua sezione di fiati quasi coloristica; Homeless è un sussurro di malinconia melodica; Blues For Mama è un lento straziante, mentre Another Song recupera la sonorità acuta del banjo che accompagna Cale in una canzone d'altri tempi e di altre stagioni.