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> recensioni musica italiana NOVEMBRE 2005 <
  COLLEZIONE DAL 1967 AL 2005- Raccolta 40 Hits e 4 Inediti ( 3 CD/ 2005)
 
   
 
 
 
   
   
   
   
   
 
 


CLAUDIO BAGLIONI
Tutti qui
Columbia

La recente fusione tra Sony e BMG (ex Cbs e Rca) ha permesso senza difficoltà di mettere mano a questa antologia che raccoglie insieme per la pima volta tutti i più grandi successi di Baglioni dal '67 ad oggi. Sì, dal '67, perché viene conteggiato anche Annabel Lee , il primo brano da lui scritto, recuperato dalla lacca di un suo vecchio provino. Le rarità non si fermano qui: c'è anche Se fossi lei , primissima versione di quella che oggi tutti conoscono come Questo piccolo grande amore , e La suggestione , scritta da Claudio ma cantata da Rita Pavone e diventata un successo da 1 milione di copie in Francia. Queste tre canzoni sono poste all'inizio e poi parte la raffica di titoli che da 30 e più anni sono l'impalcatura della canzone d'autore romantica (ma non solo) italiana. Una scorpacciata di baglionismo che recupera anche Avrai (ai tempi pubblicata solo su 45 giri) e che si conclude con Tutti qui , l'inedita canzone-riflessione finale nella quale Baglioni fa il punto della sua carriera di artista e della sua vita di uomo…rendendo ancora più speciale questo triplo CD.


disk1
CANZONE PER UN'AMICA
UNA CANZONE
ODYSSEUS
CRISTOFORO COLOMBO
FAREWELL
SCIROCCO
LA ZIATTA
AUTOGRILL
CERTO NON SAI
  disk 2
SHOMER MA MI-LLAILAH?
IL VECCHIO E IL BAMBINO
CIRANO
AUSCHWITZ
CANZONE PER IL CHE
PIAZZA ALIMONDA
DIO E' MORTO
LA LOCOMOTIVA
   



FRANCESCO GUCCINI
Anfiteatro Live
Capitol

Doppio album registrato all'Anfiteatro Romano di Cagliari, nel settembre del 2004, che mostra la popolarità che gode ancora l'indomabile cantautore e la sua freschezza interpretativa, anche nel riproporre alcuni brani storici. Coadiuvato da una band di sei elementi, Guccini regala, a vechhi e più recenti estimatori, passaggi importanti quali Canzone per un'amica , Il vecchio e il bambino , Auschwitz , Dio è morto , La locomotiva . Variati negli arrangiamenti, tutti significativi della storia della canzone autorale, i brani sono accolti con entusiasmo e cori. Ma non è tutto qui, perché, con un buon sostegno ritmico arrivano altre cose a riempire di ironia, sentimento, denuncia, i racconti di quella serata settembrina: Odysseus , Scirocco (bella la fisarmonica di Roberto Manuzzi), La ziatta (in dialetto), Cirano , Canzone per il Che , Piazza Alimonia .



EDOARDO BENNATO
La fantastica storia del pifferaio magico
Warner Bros.


Più di 20 anni dopo l'infatuazione - ma forse è stato proprio amore - per il linguaggio delle fiabe, Edoardo Bennato ritorna a quell'universo che tanta fortuna gli ha portato in passato e che tanto gli ha permesso di dire attraverso le storie e le controstorie di Pinocchio e Peter Pan. Ora il meccanismo si allarga e si arricchisce di una dimensione da musical, grazie alla partecipazione di molti colleghi ai quali Bennato ha offerto di scegliersi la canzone più vicina ai propri gusti. E così, sul palco virtuale di questa nuova versione del Pifferaio Magico , passano Irene Grandi nel torrido blues/rap di Sono nata in una grande città e Max Pezzali nel monito anticatodico molto “bennatiano” di La televisione che felicità . E ancora Jovanotti, Zero Positivo, Velvet, Piero Pelù, Raf (che recupera la storica e bellissima Ogni favola è un gioco ) e Alex Britti alla chitarra, Africa Unite e Negrita e altri ancora. Chiude Morgan con lo show finisce qua. E per non fare torti a nessuno anche la promozione si svolge in modo democratico: ogni radio può scegliere cosa trasmettere. Con uno slancio e un impegno di altri tempi (da anni '70), Bennato mette a segno un album divertente e emozionante.

 

 


> recensioni musica jazz NOVEMBRE 2005 <


GIANLUCA PETRELLA
Indigo 4
BLUE NOTE

Sulla scena europea da esatti dieci anni - ovvero da quando Roberto Ottaviano lo ammise, ventenne nel suo gruppo Koinè - anche Gianluca Petrella, come altri valenti jazzisti italiani, approda a una storica etichetta internazionale, e con una prestazione davvero egregia. Non è soltanto l'esibizione delle doti di un ormai importante trombonista (e di adeguati patner), ma è anche un'intelligente ricerca tra le sorprese di nuove sonorità. Petrella fa e fa fare buon uso di ogni tipo di effetti - aggiungendone per parte sua di elettronici – nell'esporre composizioni proprie (sette) quanto nel ricostruire consolidati monumenti del jazz, dall'apertura dedicata a Monk al cospicuo interludio ellingtoniano, aggiungendovi il Tony Williams di There Comes A time (dal disco Ego del 1970). Tutto è filtratoattraverso gli arrangiamenti del leader stesso, che prevengono spesso a forme astratte. Il trattamento più disinibito è riservato proprio a un testo quale Mood Indigo, tra improvvisazioni free e richiami più o meno rispettosi alla melodia. Simile modo di trattar la materia infonde meritevolmente estroversione, e a volte perfino ironia, in “Indigo4”, un disco interessante e convincente anche se dalla sua atmosfera si estrae il valore dei singoli. Di Petrella si sono già fatte intuire le alte qualità di solista e Bearzatti conferma le proprie tanto al sax tenore (Sacred Whale) quanto al clarinetto(Mood Indigo), mentre Dalla Porta è magistrale da un capo all'altro del disco, venendo anche alla ribalta in occasioni come I Got It Bad e, all'archetto, in Stockholm 64; dal canto suo Accardi si mostra puntuale nell'amministrare lo spazio affidato alla batteria, specie nei finali tre brani petrelliani.


 
 
Trinkle, Tinkle
The Middleman
Lazy Moon
Mister Wolf
Sacred Whale
I Got It Bad
Mood Indigo
Two In A Hole
There Comes A Time
Stockholm
I.s.t.r.
A Relaxing Place..

 
GOSPELLO
  ENCORE
NOW IT'S DIFFERENT!
  I'M LOST
VERA
  THREE
DEDÈ
  A DOUBLE LIFE/AND MORE
  SYLVIE (PIANO SOLO)
  NEWS FROM EUROPE
  JAPAN



ANTONIO FARAO'
Encore
CAMJAZZ



Il secondo disco di Faraò per la CamJazz è registrato in trio, una delle formazioni predilette dal pianista che con questo lavoro si conferma uno dei musicisti di primo piano della scena internazionale. Il gruppo è organizzato in maniera pianocentrica e propone un mainstream caratterizzato da un forte senso melodico e dallo swing pronunciato, come dimostrano anche i temi proposti, tutti firmati dal leader, eccetto A Double Life And More, a nome del trio. Nelle trame musicali si riconoscono a tratti l'influsso bilevansiano (si ascolti per esempio Sylvie, eseguito in pianoforte solo) e qualche eco jarrettiano (Gospello) ma sempre integrati in una poetica personale ormai consolidata, che spazia dai ritmi latini alle lezioni di Debussy e Ravel, oltre naturalmente alla tradizione jazzistica. Si apprezza in particolare la maturità con cui Farò affronta lo sviluppo narrativo nelle ballad e la capacità di mettere le ben note doti pianistiche al servizio della musica. Ottimo è pure l'interplay fra i membri del gruppo, in particolare con il basso. L'affiatamento tra i musicisti conferisce naturalezza e coerenza espressiva alla musica.



   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   




SABINO FINO
Left Hand…Right Hand
Splasc-h


Le brillanti doti del sopranista e tenorista pugliese trovano il miglior contesto per evidenziarsi accanto al raffinato pianismo di Lenoci, al drumming fantasioso di Magliocchi a ell'ottimo contrabbassista Francesco Angiuli. Registrato nel 2004, l'album presenta un modern mainstream avanzato, che si snoda con bella tensione collettiva tra momenti di ricerca e contabilità. Fino suona prevalentemente il soprano mostrando un suono intenso ed espressivo e un fraseggio astratto, più vicino a Shorter che a Coltrane. Di quest'ultimo riprende però Count Down, unico brano non suo, disegnandolo con lirica partecipazione.

 

 

 





> recensioni musica estera NOVEMBRE 2005 <
   
  Hermes
El Fuego
  I'm Feeling You
  My Man
  Just Feel Better
  I Am Somebody
Con Santana
Twisted
  Trinity
  Cry Baby Cry
  Brown Skin Girl
  I Don't Wanna Lose Your Love
  Da Tu Amor



SANTANA
All That I Am
Arista

Sono 38 gli album pubblicati da Carlos Santana nel corso di una carriera monumentale ma non ingombrante, e sicuramente non incastrata nella ripetitività dei meccanismi. Certo - è il caso di ripeterlo per l'ennesima volta – basta solo il primo accordo per far capire che il chitarrista è (e non potrebbe essere altrimenti che) Carlos Santana: troppo riconoscibile quel suono meticcio, troppo evidente il tasso melodico di ogni arpeggio, troppo piacevolmente sensuale la ricerca della melodia. Ma quello che accade ogni volta – puntualmente anche in All That I Am – è la magia di un rinnovamento tutto giocato sul cambiamento dei particolari, sull'attenzione al dettaglio. E così questa volta, dopo essersi rilanciato pochi anni fa con il fortunatissimo Supernatural , Santana punta tutto sul “duettismo” come soluzione per garantire freschezza alle canzoni. Ogni canzone è un caso a sé: dai duetti di segno opposto con Micelle Branch in I'm Feeling You e Steven Tayler in Just Feel Better ; alle strizzatine d'occhio verso gli ascoltatori più giovani con Will.i.am dei Black Eyed Peas o con – in un colpo solo – Joss Stone e Sean Paul. Perché anche questo è il bello di Santana: sa scegliere (e ha il coraggio di farlo) tra le nuove generazioni artisti che potrebbero essere suoi nipoti più ancora che figli, e trattarli con la classe che meritano.


 
Please explain
  Where did it go?
In our time
  Who are this people?
  Is love enough?
  Can't give up
Go ask Shakespeare
  Dreams
  danger
  Fade away
  Always taking aim
 



BURT BACHARACH
All This Time
Epic



Melodie sublimi, ineffabili cambi di ritmo, paradisi orchestrali. A 77 anni, e a 28 dall'ultimo disco (se escludiamo Painted from Memory del '98, in stretto “feeling” con Elvis Costello), il ritorno di Burt Bacharach non ha proprio nulla da invidiare ai fasti di I Say A Little Prayer , The Look Of Love e altri gioielli dell'easy listening. Senza Hal David per quanto riguarda i testi, elaborati da sé o con l'ausilio di Tonio K., Bacharach ci offre un capolavoro d'eleganza “lunge” e malizia jazz sottolineato dai “loops” di batteria e basso elaborati da Dr. Dree, Denaun Poter e Prinz Board dei Black Eyed Peas. La genialità di At This Time parte proprio di qui per poi architettare un sorprendente funky sincopato ( Please Explain ), una perfetta alchimia di archi e pianoforte ( Where Did It Go? ), dolcezze “jazzy” ( In Our Time e Dreams , col trombettista Chris Botti), pop diamantino ( Fade Away ), bossanova “vintage” ( Can't Give It Up ) e la mini opera Always Taking Aim . Infine, sia lodato il canto: dai perfetti impasti vocali di Josie James, Donna Taylor e John Pagano alle impeccabili interpretazioni di Elvis Costello e Rufus Wainwright.

 

 

 
GET YOUR WAY
LONDON SKIES
PHOTOGRAPH
  I ONLY EYES FOR YOU
  NOTHING I DO
  MIND TRICK
21 ST CENTURY KID
I' M GLAD THERE IS YOU
  OH GOD
  CATCH THE SUN
  7 DAYS TO CHANGE YOUR LIFE
  DUR DAY WILL COME
  BACK TO THE GROUND
  FASCINATING RHYTHM
  MY YARD
 

TELLING TALES




JAMIE CULLUM
Catching Tales
UCJ/Universal


A differenza degli italoamericani Peter Cincotti e Michael Bublè, troppo legati al “cliché” swingante del Rat Pack e di Frank Sinatra, l'inglese Jamie Cullum indossa con più eclettismo gli abiti da “crooner”. Se già lo scorso anno, con Twentysomething , il vocalist e pianista riuscì a fondere il jazz col rhythm & blues “shakerando” energicamente il canto confidenziale, con Catching Tales ribadisce il discorso “black” e ipotizza (soprattutto attraverso le ballate acustiche London Skies e Photograph ) un possibile futuro cantautorale. Attendo la metamorfosi da “crooner” a “singer/songwriter”, gustiamoci questi pezzi acrobatici e stilosi che coniugano lo swing col reggae e il rhythm & blues ( Nothing I Do ; Get Your Way ), il soul con il funky ( Back To The Ground ), calando l'asso del miglior pop ( 21st Century Kid ). E dopo essersi liberamente ispirato a Randy Newman ( 7 Days to Ch'ange Your Life ) e a Bill Withers ( My Yard ), Jamie Cullum sublima il suo talento rivisitando Flamingos e Art Garfunkel ( I only Have Eyes For You ), Julie London ( I'm Glad There Is You ) e Diana Ross ( Our Day Will Come ).