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> recensioni musica italiana Novembre 2004 <
1.boccadasse
  2.fingere di te
3.il buonsenso
  4.lo specchio
5.magari
6.uguale a te
7.g.a. lux
  8.sogni
  9.io non t'amero' per sempre
10.l'azzurro immenso
11.annamaria
12.una parola


ORNELLA VANONI E GINO PAOLI
Ti ricordi? No non mi ricordo
Columbia

La storia d'amore e di musica di Ornella e Gino è decisamente straordinaria: da 40 e più anni la canzone italiana non può fare a meno di loro e loro non possono fare a meno di raccontarsi in forma di canzoni. Così anche ora riprendono il filo dei loro 70 anni di vita e di sogni in un album tenero e vitalissimo, fatto di sì nostalgie ma anche di giovanilissimi slanci, di autoritratti, di autoritratti tutti personali ma non privati come nella bellissima iniziale Boccadasse ; di riflessioni umorali ( Il buon senso ), di cadenze brasiliane (soprattutto dalla parte della Vanoni) come nelle versioni di Magari e Uguale a te (di De Moraes). Sì, decisamente un album importante, istituzionale ma non ingessato, ben disegnato con gli arrangiamenti di Adriano Pennino e le incursioni di ospiti come Sergio Cammariere, coautore e pianista ne L'azzurro immenso, e Enrico Rava, con la sua liricissima tromba jazz in G.a.-lux. Il prossimo anno i due partiranno anche per un atteso tour e queste canzoni brilleranno ancora di più nell'alone magico di due imbattibili settantenni sempre a tono.

1. Olio Su Tela
2. Simbiosi
  3. Puzzle
4. Parole Alate
  5. Sopravvivi
6. Audioricordi
  7. Senza Paura
8. Invisibile Ink (Is What I’ll Use)
9. Elementa
  10. Notte Bianca
  11. Regno D’acqua


MEG
Meg
Multiformis/BMG

Meg è la cantante agguerrita dei 99 Posse ma anche del progetto più sofisticato Nous. Era naturale che prima o poi il suo talento vocale e compositivo si sarebbe preso più spazio in un disco solista. In questo ambizioso progetto nulla è lasciato al caso: sia gli interessanti testi che le musiche e gli arrangiamenti sono frutto di uno studio dettagliato di ciò che si voleva realizzare. Protagonista è la voce di Meg che in Olio su tela viene modulata “alla 99 Posse”, ma in Simbiosi e Puzzle diventa Bjork (anche le atmosfere da favola ricordano la cantante islandese); in Parole alate muta in continuazione, seguendo perfettamente il concetto che sta esprimendo di volta in volta; in Sopravvivi si fa drammatica, in Audioricordi dolce (dal sapore vintage anni '60), divertita nella cover della canzone di Vinicio de Moraes e Toquinho Senza paura (con la collaborazione di Elio e le Storie Tese); più calda nella jazzata Invisibile ink , cristallina e delicata nella ninna nanna dedicata all'acqua, che chiude questo complesso disco molto femminile.


1.i treni a vapore
2.pane e coraggio
  3.smisurata preghiera
4.c'è tempo
5.oh che sarà
  6.l'uomo coi capelli da ragazzo
  7.il bacio sulla bocca
8.notturno delle tre
9.la pianta del tè
  10.l'angelo e la pazienza
  11.una notte in italia
  12.cartolina
  13.mio fratello che guardi il mondo
  14.il disertore


IVANO FOSSATI
Dal vivo volume 3
Columbia

Album registrato durante il suo ultimo tour acustico, occasione perfetta per la realizzazione di una “canzone da camera” ricca di suoni e di emozioni ma priva di ogni orpello facilmente aggiungibile quando si sale sul palco. Nelle 14 canzoni c'è tutto l'ultimo Fossati: quello da qualche stagione ha iniziato un'opera di “spogliamento” del proprio repertorio alla ricerca della parola e dei suoni nudi. Percorso tipico di molti artisti giunti nel cuore della loro carriera ma che in Fossati è ancora più naturale. La stessa scelta delle canzoni testimonia questa direzione, fatta di molti viaggi: C'è tempo è una riflessione sul viaggio dei corpi e delle anime; I treni a vapore è qui perfettamente “riappropriata” rispetto alla celebre versione di Fiorella Mannoia; Una notte in Italia è l'incantamento di sempre, mentre Mio fratello che guardi il mondo è una lettera aperta scritta ai vagabondi dentro di noi. Conclusione – non certo a caso – affidata al frammento vivissimo de Il disertore di Boris Vian che in questo autunno assume un valore particolarmente speciale.



> recensioni musica jazz Novembre 2004 <
1 Mouvement Il Vecchio E Il Combattente
2 Mouvement Eden, Andata E Ritorno
  3 Mouvement Scherzo
4 Mouvement Distanti
  5 Elena E Il Suo Violino
  6 Prima O Poi Io E Te Faremo L'Amore
  7 Se Pensi Di Non Dormire
8 My Funny Valentine


STEFANO BOLLANI
Concertone
Label Bleu

Pianista strabiliante, entertainer di successo, musicista dai mille interessi, Stefano Bollani è un caso singolare nel panorama jazzistico italiano; a soli trentadue anni è già un artista popolare che, al pari dei musicisti pop, può vantare un fans club (i Bollati) con oltre duecento iscritti e una presenza costante di pubblico ai suoi concerti. L'attuale direzione artistica di Bollani e le sue non comuni qualità (ma in parte anche i limiti del suo eclettismo), sono evidenti in questo album, testimonianza di una produzione che si avvale della competente direzione e dei brillanti arrangiamenti di Paolo Silvestri ed è stata realizzata per trio jazz (con Ares Tavolazzi e Walter Paoli) unito all'organico classico dell'Orchestra della Toscana. Il titolo proviene dalla composita suite in quattro movimenti che occupa metà del CD, nella quale il pianoforte si muove con assoluta maestria in situazioni cangianti. Del resto questo è il segno della sua appartenenza a una parte significativa del pensiero musicale contemporaneo, e probabilmente una delle ragioni del successo che travalica i confini del jazz. Al di là della suite che lo titola, l'album affianca alla piacevolezza dell'ascolto il lirismo nell'uso degli archi tipico di Silvestri, esaltato dal conclusivo My Funny Valentine , o gli impasti sonori memori di Gil Evans, all'interno dei quali si muove, infallibile e sempre “in tema”, il poliedrico pianoforte di Bollani.


1. Adivinhação
2. Coraçao Brasileiro
  3. Homem e mulher
4. Joga o pião
  5. Olha Maria
6. Topolino
  7. Vira vida
8. Attimo
9. Litoral
10. Senza fine


NICOLA STILO
Vira Vida
VVJ/EMI

La profonda autenticità del rapporto fra jazz e canzone brasiliana, ormai collaudato da decenni, è un mistero per il quale ogni spiegazione va bene: anche qualche particolare congiunzione astrale venuta a crearsi negli anni Sessanta. Altro mistero è il fatto che questo eccellente disco esca adesso, a distanza di cinque anni dalla registrazione. Benché sia targato Italia (Stefano Di Battista al sax soprano, Marco Rinalduzzi alla chitarra, Stefano Bollani si alterna con Rita Marcotulli al pianoforte, Pietro Ciancaglini al contrabbasso, Roberto Gatto alla batteria, Alfredo Minotti percussioni e voce, Stefano Rossini percussioni, Silvia Donati e Barbara Casini alla voce) – con l'eccezione notevole di Horta (chitarra e voce), qui al secondo album con il flautista – ha dentro tutta l'anima che potrebbe avere una produzione totalmente brasiliana. Alcuni dei musicisti, Stilo in primis, hanno una formazione che assicura il legame con il jazz, anche se spesso e volentieri tutti si mettono al servizio della canzone. L'ambito espressivo è quel cantautorato che del Brasile offre un'immgine lirica, tutt'altro che cartolinesca, di una più interiore passionalità: e cioè Djavan, Ivan Lins e naturalmente Milton Nascimento, che Horta ha incrociato in numerose collaborazioni e che qui ricorda in modo sorprendente nel canto (ascoltatelo nello struggente Homem e mulher ). Questa linea è confermata anche a livello di composizione, con brani in gran parte scritti da Stilo in collaborazione con Silvia Donati, la quale si rivela, tra l'altro, una cantante di vero spessore. L'unico brano del tutto strumentale, Topolino , mette in buona luce il talento improvvisativi dei solisti. E il finale, con il capolavoro di Gino Paoli riletto alla brasiliana ma con squarci swinganti, è una vera delizia.

1. Il Clan Dei Siciliani
2. Ninfa Plebea/alba Oscura E D'amore
  3. I Malamondo/penso a Te
4. I Malamondo/questi Vent'anni Miei
5. The Next Night
  6. La Domenica Specialmente/sunday Waltz
  7. Il Vizietto
8. Ninfa Plebea/promesse D'amore
9. Il Prato/my Meadows
10. Waltz For a Future Movie
  11. I Malamondo/penso a Te


E. PIERANNUNZI / M. JOHNSON / J. BARON
Play Morricone 2
CAM JAZZ

Il rapporto con la musica da film è uno dei punti di riferimento del percorso odierno di Pierannunzi, la cui lettura delle composizioni di Ennio Morione giunge qui alla seconda puntata festeggiando al contempo i vent'anni di un gruppo superbo, nato per caso e poi diventato uno dei più interessanti trii a livello internazionale. Rispetto al precedente capitolo,questo è forse più legato a una dimensione classica di trio, nel quale il pianoforte assume di frequente un ruolo veramente centrale, in grado di stimolare quanto moderare la conversazione musicale. Il disco seduce per la bellezza dei suoni, il sound collettivo, la freschezza dell'invenzione e lo swing limpido, diretto, ma non per questo muscolare ed effettistico, e per la qualità degli arrangiamenti. Dallo sterminato catalogo di Morricone, Pierannunzi pesca brani arcinoti e altri poco conosciuti, e li trasforma attraverso un lavoro di arrangiamento misurato quanto efficace, che gli permette di appropiarsene a fondo. Stavolta aggiunge anche quattro composizioni originali: The Next Night e Waltz For A Future Movie sono assolutamente autonome, mentre Sunday Waltz e My Meadows sono nascoste e vengono definite composizioni nella composizione perché ispirate dalle melodie di partenza nel corso del lavoro di arrangiamento. Grazie a queste presenze e forse a una maggiore libertà di approccio, questo secondo volume si presenta stilisticamente più omogeneo e rappresentativo.




> recensioni musica estera Novembre 2004 <
1.here we go again
2.sweet potato pie
3.you don't know me
4.sorry seems to be the hardest word
  5.fever
  6.do i ever cross your mind
  7.it was a very good year
8.hey girl
9.sinner's prayer
  10.heaven help us all
  11.somewhere over the rainbow
  12.crazy love



RAY CHARLES
Genius Loves Company
EMI

Uno dei più grandi della storia della musica, seppure da diversi anni vivesse un pò di rendita, Charles ha sempre goduto di un seguito come pochi, anche fra quelli delle generazioni successive alla sua. Nel tempo vari duetti, più o meno occasionali, ma questo è un progetto ad hoc, buona testimonianza delle sue ultime sessions. Nomi importanti, che vanno dalla giovanissima Norah Jones (gradevole Here We Go Again ), a Van Morrison (solo discreta Crazy Love ). Nel tragitto incontra i vari B.B. King (intensa Sinner's Prayer ), Willie Nelson (malinconica It Was A Very Good Year ), Elton John (efficace Sorry Seems To Be The Hardest World ), Diana Krall (scontato country pop You Don't Know Me ), Natalie Cole (intrigante Fever ), Bonnie Raitt (bluesata Do I Ever Cross Your Mind? ), Gladys Knight (brillante spiritual Heaven Help Us All ), Johnny Mathis (calibrato Over The Rainbow ). Voce ancora espressiva e arrangiamenti, rendono gradevole il disco.

1.go no more a-roving
2.because of
  3.the letters
4.undertow
  5.morning glory
  6.on that day
  7.villanelle for our time
8.there for you
9.dear heather
  10.nightingale
  11.to a teacher
  12.the faith
  13.tennessee waltz



LEONARD COHEN
Dear Heather
Columbia

A tre anni dal suo ultimo disco, il grande cantautore canadese torna in ottima forma, riproponendo con misura il suono non esclusivamente acustico di Ten New Songs , sempre giocando su sfumati contrasti con il calore e profondità della voce. Dodici brani – più lo standard Tennesse Waltz dal vivo a chiudere il disco – quasi tutti usciti dalla sua vena compositiva ( anche in collaborazione con Sharon Robinson e Anfani Thomas, voci leader o corali in diverse occasioni, e coproduttrici insieme a Leanne Ungar). Un paio sono ricavati dalla poesia e dalla letteratura, Go No More A-Roving (Lord Byron), Villanelle Fo Our Time (Frank Scott) e uno, The Faith , da una folk song del Quebec. Solita intensità interpretativa ed evocativa, piena di suggestioni e sensualità, pur con qualche autocompiacimento anche vocale (Because Of e Dear Heather, comunque affascinati, soprattutto le sonorità del secondo), rendendo prezioso e gradevolissimo il ritorno del settantenne poeta e musicista. Oltre a quelli citati, tra i brani migliori citiamo Undertow , il vagamente jazzistico Morning Glory e To A Teacher

1.don’t turn my love away
2.everything your heart desires
3.close my eyes
4.the 25th chapter
  5.true to myself
  6.the principles of love
  7.this thing called love
8.fences & barrieres
9.mindin' my business
  10.autumn song
  11.listen to the music
  12.mr. jones
  13.the world is mine
  14.beyond the clouds



INCOGNITO
Adventures In Black Sunshine
Rice/Universal

Adventures in Black Sunshine , decimo album in studio per il genio contemporaneo del jazz funk, Jean-Paul Maunick, per gli amici e in arte Bluey. L'album – a partire dal fondamentale ritorno della vocalist Maysa Leak – prosegue un discorso lungo oltre vent'anni che, dai tempi aurei del cosiddetto acid jazz, ha saputo imporre a livello internazionale quel sound di qualità inequivocabilmente targato Incognito. Accantonate le ambizioni da classifica (inutile combattere le mode), Maunick indulge sempre più alla sua naturale inclinazione per una musica sofisticata – incentrata su groove elegantissimi – che corre l'unico rischio di suonare leziosa. Per fortuna i 14 brani in scaletta – tra cantati e strumentali; tra i languidi toni di Maysa e il caldo piglio soul di Tony Morelle; tra suggestioni brasiliane, assoli di flauto, tromba, sax e improvvisazioni di Gorge Duke ( Mindin' My Business ) – garantiscono una varietà davvero piacevole. Il curioso titolo del disco si riferisce all'idea che la luce sprigionata dalla miglior musica nera possa perfino abbronzare. Verissimo.