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> recensioni musica italiana MAGGIO 2005 <
(TANTO)
  MI FIDO DI TE
PER ME
  FALLA GIRARE
UN BUCO NELA TASCA
MANI IN ALTO
PENELOPE
  UNA STORIA D'AMORE
  LA VALIGIA
  CORAGGIO
  BRUTO


LORENZO JOVANOTTI
Buon Sangue
Universal

L'amore e la terra, il ritmo e la speranza, i giochi di coppia e i giochi del mondo, la luna e le stelle, il computer e la Bibbia. E tanta poesia. Tutto il Jovanotti che il pubblico conosce da 15 anni (da quando cioè ha conquistato lo status di musicista che conta) è qui in questo bellissimo nuovo album dallo spettro ampio di espressioni: dai languori da tango di Per me alla canzone romanticona di Mi fido di te , per dire giusto solo due delle tracks poste all'inizio del CD (subito dopo il primo singolo battente Tanto ). Perché si nota davvero fin dalle prime battute che il Lorenzo 2005 ha fatto un ulteriore scatto di qualità. Non dimentica e non scarta nulla del suo passato recente ma certo ha riformulato i suoi confini, ha rimesso in ordine i propri pensieri e trova anche nuove soluzioni sonore (come l'armonica blues in Penelope ). E così le nuove composizioni sono arrivate fresche e arrivano dirette anche quando si avverte un desiderio alto di comunicare: accade, per esempio, in Bruto , una di quelle canzoni manifesto alle quali Cherubini ha abituato il suo pubblico e che servono a decifrare la mappa del suo viaggio sonoro. Un viaggio quanto mai ancora interessante.

Mama left me
Heart of the country
  Pipe dream
Holyland
  Long way home
Marta's dream
  Mojo Philtre
Estrellita
Barny ard mama
  Doctor doctor
  Spoonful
  Sweet surrender


EUGENIO FINARDI
Anima blues
EF Sounds/Edel

Ci sono idee che nascono così, sulla spinta di un'intuizione o di un ricordo. Non è detto che siano per forza le idee migliori o le più facili, ma certo hanno tutto il diritto di essere assecondate. Così qualche mese fa Finardi si è tuffato nella sua passione (un po' rifugio e un po' segreto) per il blues: un blues scritto e realizzato in proprio con l'aiuto di alcuni amici fidati per dare il senso di progetto intimo, domestico, intensissimo. Un po' nella stessa linea che ha portato Springsteen a realizzare l'ultimo CD, anche Finardi fugge dalla retorica del blues storico e generalista per scegliere una strada di racconto autobiografico, a volte acustico a volte elettrico, con l'unica eccezione del classico Spoonful di Willie Dixon. Accompagnato da Pippo Guarnera (tastiere, spesso Hammond), Vince Vallicelli (batteria) e Massimo Martellotta (chitarre), Finardi si dedica anima e corpo a questo blues da maturo ma sempre splendido 50nne.



Movement is noted
Everyday
Stop me
Come alive
Laces
  The end
Ultraviolet days
  Tears after the rainbow
  Inhuman perfection
  Peak
  Dusk
  Out on the dancefloor


PLANET FUNK
The Illogical Consequence
Bustin' Loose/Virgin

Non saranno un'espressione tipica della tradizione musicale nazionale, ma di certo i Planet Funk sono uno dei pochi gruppi italiani che potreste proporre all'amico appena arrivato da Manchester senza rischiare una grama figura da sfigato perenne. Il loro obbiettivo è del resto da sempre quello di competere a testa alta nella grande arena del moderno pop-rock europeo: e ad ascoltare questo nuovo album l'impressione è che abbiano ancora tutte le carte in regola per riuscirci, dopo aver già conquistato favori e classifiche con brani come The Switch . Rispetto all'album precedente, The Illogical Consequence suona meno apertamente sbilanciato verso la dance e più focalizzato sulla sostanza e la struttura delle canzoni, che colpiscono fin dal primo ascolto per istinto melodico e scioltezza negli arrangiamenti. Non siamo insomma lontani dalle sonorità supertrendy di insegne come Lcd Soundsystem e questo contribuisce a fare dei Planet Funk uno dei più interessanti prodotti da esportazione della scena musicale italiana.

 

 


> recensioni musica jazz MAGGIO 2005 <
Disk 1
RADIANCE part 1-13 / OSAKA October 27 2002
Disk 2
 
RADIANCE part 14-17 / TOKYO October 30 2002
 


KEITH JARRETT
Radiance
ECM

Keith Jarrett festeggia i 60 anni e pubblica, dopo La Scala e The Melody At Night With You , il terzo piano solo nell'arco di un decennio (uscita che coincide con quella del DVD antologico The Art Of Improvisation ). Si tratta di un doppio album nel quale è contenuta la musica realizzata in due concerti giapponesi del 2002, interamente improvvisata e suddivisa in 17 parti, nelle quali Jarrett sviluppa un intreccio più paritario, rispetto al passato, tra mano destra e mano sinistra realizzando un complesso, articolato mosaico di situazioni nelle quali sfoggia una superbia concentrazione e lucidità di pensiero. Ascoltate nel loro insieme, queste improvvisazioni sembrano quasi costituire una sorta di autobiografia musicale, nella quale si ritrovano gli echi di una storia ricca e articolata, evidenziata da una musica in cui tecniche esecutive ed atmosfere espressive formano un quadro ampio, aperto a molteplici sollecitazioni sonore. Classicismi che evidenziano spunti impressionisti, romantici, espressionisti e reminiscenze bachiane si mescolano a colori folk a parti realizzate con ardite costruzioni su pedale, oppure pervase da un intenso lirismo, o dalla gestualità che rimanda al mondo di Cecil Taylor per formare, nel complesso, un insieme coerente, frutto di una mente aperta e creativa. Visto in quest'ottica, il CD tocca diversi aspetti della personalità e dell'intero percorso artistico di Jarrett, considerati però come il recupero di un sedimento dal quale partire per elaborare la propria musica di oggi e domani.



Disc 1
Rattlerap,
  Big Fun,
Above & Below,
  Let`S Pretend,
Some Skunk Funk,
  Greed,
 
  Disc 2
  Soul Bop,
  Tease Me,
  Cool Eddie,
  Mixed Grill,
  HANGIN'In THE CITY,
  Dixie Hop,



BILL EVANS – RANDY BRECKER
Soul Bop Band – Live
BHM



Un doppio CD testimonia il successo decretato al tour mondiale che la Soul Bop Band ha effettuato nell'estate scorsa (con diverse date anche in Italia) presentando una musica di grande impatto, nel senso di alto volume come usa nei concerti rock e anche di esuberanza espressiva ai massimi livelli. Come suggerisce il nome dato alla band, la proposta dei sei musicisti dalla tecnica superlativa si basa su stilemi aggiornati del bop (Brecker ai sassofoni ed Evans alla tromba) e su funky trascinante dal groove potente e compatto (Kikoski alle tastiere, Bailey al basso elettrico, Smith alla batteria), producendo un'atmosfera soul con venature rock blues conferite dalla chitarra elettrica e dal canto dello sfrenato Bullock, ospite d'onore. Il gruppo esegue undici brani composti dai due leader e Greed di Bullock, con prodezze tecniche (quanto a ciò, Evans e soprattutto Brecker sono al massimo) e grande carica emotiva che trasmettono entusiasmo agli spettatori, i quali accompagnano la fine di ogni brano con acclamazioni da stadio.



Vientos
Imagines…
  Todos los recuerdos
Tus ojos…!
Detras de las rejas…!
  Los ceibos de mi pueblo…
  Aspectos
Huellas...
Ternuras
Allá!... en los montes dormidos
  Tiempos
  Fantasia
  Formas
  Eternidades - Loca Bohemia


SALUZZI – CHRISTENSEN
Senderos
ECM


Senderos è un album che sperimenta tracciati non proprio consueti, due musicisti dalle origini distanti migliaia di miglia. In realtà, più che le cose che dividono l'argentino dallo scandinavo, si notano quelle che li uniscono: anzi tutto il comune amore per un modo sottile di fare musica, tale cioè da non turbare tutta l'eloquenza che non possono avere sia il silenzio sia il vuoto dello studio di registrazione (chissà se il risultato avrebbe avuto lo stesso impatto se non fosse stato ottenuto in quella leggendaria cattedrale di legno che è il Raibow Studio di Oslo...). I brani sono stati composti da Saluzzi – che da interprete si ritaglia parecchi momenti di piena solitudine – ma quattro sono cofirmati da Christensen. Questo dice già che il disco presenta tutto il mondo di Saluzzi, cioè con il bandoneon che smette di essere lo strumento principe del tango per diventare macchina di suoni. Il magnifico lavoro di Christensen, per esempio in Detras de las rejas …! o in Vientos , fa sì che questa macchina da suoni (che Saluzzi ha davvero inventato sul piano estetico) anziché restare puro colore, pura metafisica, rimanga comunque agganciata a un ritmo: lieve e cristallino, ricavato attraverso un grande uso di piatti e spazzole. Non mancano addirittura risvolti di struggente romanticismo ( Tus ojos …!); ma il meglio si trova nei brani dove il dialogo si astrae dal sentimento per dar vita a un continuo gioco di forme, a volte ( Aspectos ) con esiti notevolissimi.




> recensioni musica estera MAGGIO 2005 <
  SQUARE ONE
  WHAT IF
WHITE SHADOWS
  FIX YOU
  TALK
  X&Y
  SPEED OF SOUND
A MESSAGE
LOW
  THE HARDEST PART
  TWISTED LOGIC



COLDPLAY
X & Y
Capitol

Tra le tante belle qualità dei Coldplay c'è quella - una rarità vera – di procedere con placida sicurezza. La dimostrazione sta tutta in questo nuovo X & Y , terzo album di una carriera brevissima ma già fulminante. Un album diviso in due tranche di cinque canzoni l'una, il lato X e quello Y, con la seconda nettamente superiore alla prima, a partire dal primo singolo Speed Of Sound , per proseguire con Low , dalla suggestiva introduzione di chitarra, con la veloce The Hardest Part , con la robusta e dolce ballata Swallowed In The Sea fino alla regola di una ghost track splendida come Till The Kingdome Come posta lì, alla fine del tutto, con una scelta di timida superiorità che la dice lunga sulla personalità del gruppo. Complessivamente il suono è quello che ha contribuito al successo del Coldplay-style: elegante, caldo, dolce, malinconico, ma con improvvise sterzate di volume. Una bella dimostrazione della complessità di certe scelte è rintracciabile in What If , dalla narrazione molto classica e con accelerazioni pinkfloydiane e psichedeliche (alla Beatles del '67, per la precisione). In definitiva una conferma di qualità, un album meno diretto del primo (comunque inarrivabile) e più narrativo del secondo (comunque bello).

Blue Orchid
Nurse, The
  My Doorbell
Forever For Her
  Little Ghost
  Denial Twist, The
  White Moon
Instinct Blues
Passive Manipulation
  Take, Take, Take
  As Ugly As I Seem
  Red Rain
  I'm Lonely



THE WHITE STRIPES
Get Behind Me,Satan
XL Recordings




La missione era difficile: produrre un sequal all'altezza di Elephant e mantenere il profilo dei White Stripes sugli altessimi livelli conquistati dopo il successo di quel disco sinceramente straordinario. Jack e Meg White l'hanno affrontata con tutta la classe ed il self control cui si sono dimostrati capaci fino ad oggi e hanno raggiunto un duplice obbiettivo: Hanno cioè realizzato un album di fortissimo appeal, senza perdere un grammo della magia che ha fatto di loro i più interessanti ed avvincenti modernizzatori dell'ortodossia rock Get Behind Me Satan gioca con un immaginario anni '50 in bianco e nero, un po' come facevano i Cramps, ed è un miracolo d'equilibrio: si avventura senza paura fino ai confini della più autentica tradizione popolare americana ( Instinct Blues , Little Ghost ), lascia ampio spazio a strumenti in passato poco consoni all'essenziale economia del duo (pianoforte, marimba), batte strade di inusitata originalità ( The Nurse ), ma riesce sempre e comunque a restare un irresistibile disco pop. E questo non solo per il potere coinvolgente di brani strepitosi ( Blue Orchid e My Doorbell , giusto per citarne un paio).

 

 

TURN UP THE SUN
MUCKY FINGERS
LYLA
LOVE LIKE A BOMB
  THE MEANING OF SOUL
  GUESS GOD THINKS I'M ABEL
  PART OF THE QUEUE
KEEP THE DREAM ALIVE
A BELL WILL RING
  LET THERE BE LOVE



OASIS
Don't Believe The Truth
Epic



Giovani miti crescono.E cambiano. Regola questa alla quale non si sottraggono nemmeno gli Oasis, alla svolta dei dieci anni di successo. Inesorabilmente si sono resi conto di non rappresentare più il “nuovo” del rock britannico. Superati a sinistra o a destra da Franz Ferdinand e Coldplay (ma anche Kasabian e Keane), ora puntano a mettersi sulla scia degli U2 per costruirsi una carriera di lungo respiro, indipendente così dalle fortune e dagli hit del momento. Una dimostrazione? Noel Gallagher, fino a ieri chitarrista e mente del gruppo, in questo nuovo album non è più dominante nella funzione di autore (ha composto solo cinque canzoni e forse nemmeno le migliori) mentre più spazio è dato agli altri membri del quartetto: il quinto – ma non membro ufficiale o permanente – è Zack Starky, figlio di Ringo Starr, tanto per rimarcare il collegamento con i Beatles e soprattutto con John Lennon. Liam, il cantante, dimostra in questo ambito di saperci fare anche come autore, segno forse che sono finiti i giorni turbolenti. Don't Believe The Truth risulta così un ottimo album con un capolavoro come Let There Be Love (nel quale per la prima volta i due fratelli & coltelli cantano insieme) e grandi canzoni come Keep The Dream Alive o A Bell Will Ring . Mentre il primo singolo Lyla è perfetto per tenere ancorati i fan di ieri, ormai cresciuti, con i giorni belli del brit-pop che non torneranno mai più. Avanti così, quindi.