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> recensioni musica italiana Luglio 2004 <

•  CUORE PALLIDO

•  IO CAMMINO DI NOTTE DA...

•  SOGNO

 

•  INDACO

•  YOUR LIPS

 

•  ORCHIDEE

•  ESTATE

 

•  DO YOU KNOW WHERE YOU'RE..

 

•  PROFONDO

•  NA SUPPA DE STELLA

•  BARONESSA

•  FILM A 8 COLORI

•  I NEED A CROWN




AMALIA GRE'
Amalia Grè
Capitol

Uno straordinario album d'esordio per la cantante ostunese, nel quale entrano suoni raffinatissimi, seduzioni improvvise, languori notturni, raffinatezze swing. Le sue canzoni sono soffi soffici come Cuore pallido o , Io cammino di notte da sola . Amalia si muove liberamente nella storia della canzone, come dimostrano i due ripescaggi d'eccellenza che compie: Do you know where you're going to? Che 30 anni fa Diana Ross interpretò in onore di Billie Holiday; e la bella versione di Estate di Bruno Martino. A fare da controcanto in quasi tutti i titoli va segnalata la voce del sax Tsuyoshi Niwa. Un disco assolutamente da non perdere.

•  LA MENTE DELL'UOMO

•  ANNINA

•  LA NOSTRA VITA NUOVA

 

•  CARA VALENTINA Part 2

•  I FORZATI DELL'IMMAGINE

 

•  ALLENAMENTI

•  TUTTI SALVI

 

•  DI SFUGGITA

 

•  AVANZO DI GALERA

•  PALLIDA

•  BUONANOTTE


MAX GAZZE'
Un giorno
Capitol

Questo è il quinto episodio discografico, album interamente prodotto da Max e la sua band denominati Peng, gli stessi con cui cominciò a suonare all'inizio della sua carriera. Un giorno mantiene esattamente le caratteristiche che ci hanno fatto apprezzare Gazzè nei precedenti dischi: il gioco poetico-linguistico accompagnato da musica poco invasiva (tranne in qualche brano più “aggressivo” come I forzati dell'immagine ), ma non priva di ricerca, anzi. La filosofica ed elettronica La mente dell'uomo , l'ironica filastrocca Annina , il singolo agrodolce La nostra vita nuova , Cara Valentina – Parte seconda , la sperimentale Tutti salvi e il rock Pallida (cantata in coppia con Silvestri), sono tutti piccoli gioielli in cui musica e parole si incastonano perfettamente, e dai quali­­ si possono scorgere sfumature e significati diversi ad ogni nuovo ascolto.


•  LA COSTRUZIONE DI UN....

•  PRENDILA COSI'

•  IL SENSO FALSATO DI UN....

 

•  MANI CHIUSE

•  IN PICCHIATA

•  L'ALBA OGNI MATTINO

•  FRAMMENTI

 

•  VIA DA QUI

 

•  SE MI SENTI

•  MOTO D'INSODDISFAZIONE..

 

•  DUE GIORNI

 

•  LA COSTRUZIONE MOONBASE..

  •  IN PICCHIATA



DELTA V
Le cose cambiano
Ricordi

Guidati dall'esigenza di dover affrontare la prova di un nuovo album, Carlo Borlotti e Flavio Ferri danno una veemente “rimescolata” agli elementi dell'alchimia sonora dei Delta V, scambiandosi i ruoli. Affezionato a un gusto vintage strettamente imparentato con spy stories degli anni Sessanta-Settanta, il duo milanese, accompagnato dalla cantante americana Gil Kalweit, adatta il proprio groove ai tempi correnti, scoprendo nell'arcipelago inglese e nella soleggiata Giamaica gli elementi per arricchire il proprio background musicale. Un sound tutto da scoprire..


> recensioni musica jazz Luglio 2004 <
•  SORICILLO
•  FATTE LI FATTE TUOIE
•  SI LI FFMMENE
  •  LI TURCHI VIAGGIANO
•  MARINARESCA
•  NUN VEDARRAGGIO MAIE..
•  SI TE CREDISSE
  •  TARANTELLA DI ..
  •  ALLI QUATT'ORE / SOI....
•  JANNI DELL'UORTO / ..
  •  ITALIELLA
  •  NINNA NANNA PER TANIELLO


ROBERTO DE SIMONE
Li turchi viaggiano
Oriente Musik/Egea

Li turchi viaggiano , un album che riporta alla luce, con la forza e la maestria garantita dal suo nome, il corpus degli interessi di De Simone: la Campania, e Napoli soprattutto, come bacino di raccolta di storie e di melodie; la continua marea dei corsi e ricorsi storici (i turchi del titolo sono quelli di ieri o quelli di oggi?), l'elaborazione di una linea sonora modernamente classica, raffinatissima nella sua maschera popolare. Aiutato dalla giovane formazione di attori e musicisti che prende il nome di Media Aetas, De Simone parte per un viaggio affascinante nei quali brani tradizionali si alternano a composizioni originali. L'ampiezza e la varietà della strumentazione danno vita a un folk da camera tanto elegante quanto innovativo, e decisamente nuovo per gli stereotipati ascolti di questi anni.

•  MA MUSE M'ABUSE

•  MORTON'S FOOT

•  IL RITORNO DEL LANGUORE

 

•  LOBOTOMIE MI BABA LU

•  L'HISTOIRE D'UN PARAPLUIE

•  O PAPAIA BALERINA

•  DR. GIELE'S WIENER....

 

•  IL SOSPIRO

 

•  HOPPING BACK

•  WALTZ FOR DUBBYA

 

•  THE RETURN OF MALTESE...



RABIH ABOU-KHALIL
Morton's Foot
Enja

Tra i musicisti che si muovono su una area linguistica trasversale, il maestro libanese dell'oud, Rabih Abou-Khalil, è tra coloro che sfuggono ogni tipo di patchworck riuscendo a far convivere magistralmente un vasto universo di conoscenze e tradizioni: da quella libanese e medio orientale all'atteggiamento espressivo del jazz, senza dimenticare gli studi accademici svolti in Germania, che hanno forgiato la sua personalità di musicista realmente contemporaneo. Il suo ultimo album guarda, più dei precedenti, al mondo mediterraneo, come dimostra la scelta del clarinettista Gabriele Mirabassi, del fisarmonicista Luciano Biondini e della voce di Gavino Murgia, che affiancano Michel Godard che imbraccia il tuba, e il batterista e percussionista Jarrord Cargwin. Autore di tutti i brani, oltre che dei testi, Khalil propone un progetto la cui costante variazione di melodie definite e di origine modale coinvolge le dinamiche sonore, l'intreccio stesso tra i musicisti, mettendo anche in luce anche le sue qualità di virtuoso di uno strumento antico quale il liuto arabo. Una musica coinvolgente, a tratti meditativa, immagine di un mondo musicale che sta trovando nuove, complesse identità.


•  THE BALANCE

•  HIGH WIRE

•  JUGGLERS PARADE

 

•  MAKE BELIEVE

•  FREE FOR ALL

•  CLARESSENCE

•  PRIME DIRECTIVE

 

•  BEDOUIN TRAIL

  •  METAMORPHOS


DAVE HOLLAND
Exetend Play
ECM

E' questo il primo Cd registrato dal vivo dal quintetto di Holland ( Robin Eubanks trombone, Chris Potter sax soprano, alto e tenore, Steve Nelson vibrafono e marimba, Dave Holland contrabbasso, Billy Kilson batteria ), il che fa la differenza rispetto ai precedenti. Solo Free For All e Claressence non erano stati incisi prima dal quintetto; tutti gli altri brani comparivano già in Pime Directive oppure in Point Of View . Un confronto diretto rivela tuttavia differenze sostanziali fra le versioni dal vivo e quelle in studio: non solo la durata dei brani e la sequenza degli assoli sono diverse, ma anche soprattutto il mood e la tensione complessiva. Oltre alla bellezza dei temi, alla compattezza degli arrangiamenti e all'interplay affiatato e naturale che regna nel quintetto, ognuno dei musicisti ha modo di esporsi in assoli strepitosi. Nell'esibizione di due ore e un quarto, esemplare dall'inizio alla fine, si segnalano il seratissimo duetto fra tenore e trombone in Prime Directive e, in Jugglers Parade , il dialogo fra Holland e Eubanks, al quale fa seguito un assolo da manuale del leader contrappunto dalla batteria. Altamente eccitanti sono le code ad libitum di alcuni brani è un gioiello il pedale di Holland, morbido e incessantemente variato, in Bedouin Trail . Una pagina di storia del jazz contemporaneo.


> recensioni musica estera Luglio 2004 <

•  DON'T WORRY ABOUT IT

•  FLY OR DIE

•  JUMP

 

•  BACKSEAT LOVE

•  SHE WANTS TO MOVE

•  BREAKOUT

•  WONDERFUL PLACE

 

•  DRILL SERGEANT

 

•  THRASHER

•  MAYLE

 

•  THE WAY SHE DANCES

 

•  CHARIOT OF FIRE


N.E.R.D.
Fly or Die
Virgin

Questo secondo album dei N.E.R.D ( No One Ever Really Dies ), alter ego musicale dei Neptunes, parte con un piede decisamente diverso dal precedente In Search of… , disco che qui in Italia è passato quasi inosservato. Fly or Die risulta, a chi aveva avuto il piacere di ascoltare l'esordio dei N.E.R.D decisamente più suonato. L'ascolto del disco rivela una spiccata propensione live nell'esecuzione dei brani, esecuzione che In Search of… risultava invece appannata da un approccio decisamente più hip-hop. Il singolo She Wants To Move è una fedele cartina di tornasole dei suoni contenuti in Fly or Die : Pharrelle Williams e soci, si abbandonano ad un groove intermittente e così fedele a se stesso da perdersi in un background sonoro troppo uniforme, che solo in alcuni passaggi raggiunge picchi di originalità. Che dire…Un buon disco per gli amanti del cool-sound.

•  HARLEM'S NOCTURNE
•  KARMA
•  HEARTBURN
•  IF I WAS YOUR WOMAN/WALK..
•  YOU DON'T KNOW MY NAME
•  IF I AIN'T GOT YOU
•  DIARY
  •  DRAGON DAYS
  •  WAKE UP
•  SO SIMPLE
  •  WHEN YOU REALLY LOVE....
  •  FEELING U, FEELING ME
  •  SLOW DOWN
  •  SAMSONITE MAN
  •  NOBODY NOT REALLY


ALICIA KEYS
The Diary Of Alicia Keys
J Records

Può addirittura rappresentare un handicap, tornare in studio dopo un album d'esordio vincitore di un Grammy, ma quando si dispone del talento e della preparazione di Alicia Keys, non c'è prova che possa incutere timore. The Diary Of Alicia Keys è un lavoro ancor più ispirato e completo del precedente, con perle di rara bellezza come If i Ain't Got You , You Don't Know My Name , Wake Up e If I Was Your Woman . Alicia senza inventarsi nulla, reinventa però il suo magico cocktail di scale di piano mescolate a elementi di musica moderna ( soul, R&B, jazz e hip-hop ). Lo fa questa volta privilegiando il filone Motown e più in generale l'anima della black music, nata a cavallo tra gli anni '60 e '70. Isaac Hayes, tanto per fare un nome, aleggia in ben tre composizioni: nel campionamento di Walck On By , ma anche in Dragon Days e Heartburn . Straordinaria l'intesità delle interpretazioni. Sembra impensabile che quest'artista abbia solo 21 anni.

•  EIGHT EASY STEPS
•  OUT IS THROGH
•  EXCUSES
  •  DOTH I PROTEST TOO MUCH
•  KNESS OF MY BEES
•  SO CALLED CHAOS
•  NOT ALL ME
  •  THIS GRUDGE
  •  SPINELESS
  •  EVERYTHING


ALANIS MORISETTE
So-Called Chaos
Warner/Maverick

Alanis arriva ai 30 senza la minima intenzione di modificare quell'impasto di grinta post-femminista e di vocalità sempre a un passo dall'esplosione che l'anno imposta in tutti i mercati del mondo da quando uscì Jagged Little Pill a metà degli anni ‘90. Il “cosiddetto caos” che propone oggi è un caos controllato e razionale, una sequenza di canzoni tra le quali non mancano oasi di sorprendente romanticismo come Kness Of My Bees . L'album viaggia sempre sostenuto: dalla iniziale Eight Easy Steps a Out Is Through che con la sua chitarra acustica riecheggia gli anni '70. Molte sono le ballate veloci ( come Doth I Protest Too Much ) caratterizzate da un impasto strumentale, dal caos controllato e con la voce che, appunto, tende sempre a scappare via. Ma questo non è un difetto, è una questione di stile, grinta e personalità, tutte doti che ad Alanis non mancano davvero.