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> recensioni musica italiana GENNAIO 2006< |
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IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA- Cont. 51 Hits + versione inedita di COSE CHE DIMENTICO. Inoltre: TITTI e UNA STORIA SBAGLIATA per la prima volta su cd. ( 3 CD/ 54 Br. dai mast er analogici originali ) 2005 |
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FABRIZIO DE ANDRE'
In direzione ostinata
Le Nuvole
Per redigere un tributo editoriale a un grande artista, abitualmente, si sceglie fra due strade: quella dell'opera omnia in chiave di recupero filologico, preziosamente curata e dedicata agli amatori , oppure quella dell'album in forma di “best of”, ovvero “greatest hits”, ovvero qualsivoglia attributo gli si voglia conferire (e a questa soluzione De Andrè è miracolosamente scampato, magari con il disappunto di qualche fan desideroso di disporre solo di qualche pillola del suo vasto, ma non sterminato repertorio). Ma c'è anche una terza via. Quella di assemblare un numero di brani sufficientemente ragionevole per rappresentare il percorso artistico dell'Autore in oggetto, curarne la realizzazione attenendosi volta per volta al suono originale (dunque non omologandolo tramite una masterizzazione standard) e cercando di costruire attraverso i titoli selezionati - un ritratto quanto più possibile fedele e autentico dell'uomo e dell'artista. Ed è proprio questa la via scelta dalla compagna di De Andrè, Dori Grezzi, che insieme a un gruppo di amici musicisti e operatori ha colto quello che il fedele pubblico dell'artista avrebbe voluto – probabilmente – salvare e mettere al sicuro per la storia a venire. Aggiungendoci una bonus track conclusiva, inedita, come chicca per collezionisti ( Cose che dimentico , scritta e cantata con il figlio Cristiano), in vendita al prezzo al pubblico di meno di 30 Euro (54 brani in un box di 3 CD).
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BUONI O CATTIVI LIVE ANTHOLOGY 04. 05
( 2 CD/ 2005 ) |
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VASCO ROSSI
Buoni o cattivi Live Anthology
04-05
Capitol
“La storia si ripete” annuncia all'inizio il presentatore Diego Spagnoli mentre la musica ad effetto sale per lanciare il primo riff di Cosa vuoi da me . Ed è subito Vasco Rossi. Clamoroso, fragoroso, vigoroso. Un Vasco come lo si conosce ormai bene ma come non si può fare a meno di amare e - il suo pubblico - comprare in modo massiccio, come dimostrano i risultati di vendita e la proliferazione dei titoli a lui collegati (questa raccolta “in concert” è arrivata sul mercato anche nella versione DVD e nella confezione CD+DVD). Fedele registrazione dello spettacolo tenuto nelle due ultime stagioni, il CD fotografa lo stato di grazia di una macchina rock perfettamente rodata, abilissima nei cambi di ritmo dai brani aggressivi alle melodie d'atmosfera, perfettamente disegnata e costruita sulla pelle del leader. Il quale, da parte sua, non si tira mai indietro, non fa il furbetto del palco, e come sempre intende il proprio ruolo in modo massimalista:ben 32 canzoni in una lista che è anche - e non potrebbe essere diversamente - un'antologia del meglio, un “best” confermato dagli applausi del pubblico. Una scaletta che va a salire terminando in gloria con una raffica finale composta da C'è chi dice no , Gli spari sopra , Siamo soli , Un senso , Senza parole , Vita spericolata e Alba chiara . Tra i “buoni e i cattivi” Vasco Rossi ha già scelto dove stare.
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MANGO
Ti amo così
Columbia
Lontano da pericolose fughe verso inutili e intellettuali territori di ricerca, Mango si presenta di nuovo sul mercato con una raccolta di nuove canzoni (in massima parte scritte da lui) che confermano il suo stile mediterraneo e intellettualmente viscerale. Ti amo così apre l'album con una di quelle calde e sane melodie che l'artista canta in scioltezza dimostrando tutto il suo valore e tutta la sua unica e inimitabile impronta vocale. Giocato su una maggior varietà di toni sonori è Di quanto stupore , quasi un brano di ricerca “prog” nell'armonia e nella vocalità, con improvvisi passaggi rallentati. Invece d'amore sei , d'amore più è una canzone d'amore a 5 stelle che ha l'andamento importante di un gospel bianco punteggiato dalla chitarra elettrica. E così, modulando in varie direzioni la stessa materia creativa, Mango propone 12 canzoni piacevoli che scorrono senza intoppi passando anche attraverso alcuni momenti più originali come Il dicembre degli aranci , con la partecipazione vocale di Laura Valente, e il classico napoletano I te vurria vasà , rivisitato senza lesinare sul sentimento.
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> recensioni musica jazz GENNAIO 2006< |
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THELONIUS MONK QUARTET
With John Coltrane At Carnigie Hall
BLUE NOTE
Un nuovo disco: un fantastico doppio concerto comprendente set di Billie Holiday, Dizzy Gillespie, Ray Charles, Zoot Sims con Chet Baker, Sonny Rollins e appunto il quartetto di Monk. Tutto fu registrato dalla Voice Of America, archiviato dalla Library of Congress…e disperso per decenni, finchè nel febbraio 2005 Larry Appelbaum fortunosamente lo ritrovò (e ora, insaziabili, aspettiamo anche gli altri quattro concerti). Dei brani qui documentati, i primi cinque risalgono al concerto serale, gli altri a quelli notturno. E' probabile che, con l'eccezione dei minuti mancanti al secondo Epistrophy (di cui si ascolta l'assolo di Coltrane), sia questa tutta la musica suonata quel giorno del gruppo: le durate delle due parti, Epistrophy escluso, si equivalgono infatti quasi al secondo. Evidentemente a Monk era stato chiesto di suonare ogni volta una mezz'ora scarsa. La qualità sonora è eccellente; probabilmente questo è il disco in cui meglio si ascolta il gioco di Wilson.Perciò assistiamo come in prima fila al complice intrecciarsi delle invenzioni di Monk e Coltrane.
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SONNY ROLLINS
Without A Song - The 9/11 Concert
MILESTONE
Quattordici anni dopo “G-Man”, Rollins torna a registrare dal vivo, per la gioia di chi si lamenta delle sue incisioni in studio. Nonostante lo choc e lo smarrimento per l'11 settembre, Rollins non annullò la data e ne scaturì una esibizione particolarmente sentita ed emozionante. Ad accompagnarlo era il consueto quintetto (più un percussionista) che, pur non alla sua altezza (ma chi lo sarebbe?), è funzionale ed evidentemente corrisponde a ciò che lui desidera. La ritmica è più che dignitosa (Bob Cranshaw basso elettrico, Perry Wilson batteria e Kimati Dinizulu percussioni) e i solisti (con il forte Scott - piano e kalimba - snodato e pungente e Anderson - trombone -, a volte impreciso, dal suono vellutato e dalle improvvisazioni modellate su quelle del leader) non possono che servire da lunghe preparazioni per l'entrata in scena dell'attore principale. Rollins non delude l'aspettativa, fin dalla prima nota.
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JOHN SCOFIELD
That's What I Say
VERVE
In questa significativa carrellata di cavalli di battagli di Ray Charles spicca la suggestiva rivisitazione di What'd I Say, caratterizzata da un felicissimo arrangiamento di Scofield e di Jordan (anche produttore del disco) e nobilitata dagli adeguati interventi vocali di Dr John, dagli assoli del bravo Newman e del leader, dalle chiamate e risposte dei fiati e dai colori della ritmica. La seducente versione di I Don't Need No Doctor è arricchita dalla presenza di Mayer. Altrettanto affascinante è I Can't Stop Loving You, resa vieppiù stimolante e attuale dalla voce quanto mai accattivante di Marvis Staples, dalla formidabile tavolozza armonica di Scofield e dei passaggi in sottofondo di Goldings. Un'altra perla è Hit The Road Jack, uno dei capolavori di Percy Mayfield recuperato in inedita chiave orchestrale con il sempre più verde New-Man a fare la parte del leone. Dr John conferma non soltanto la propria classe ma anche un'ammirazione per Charles al limite dell'idolatria in Talkin' Bout You, ben coadiuvato da Scofield, Newman, Goldings e dai riff dei fiati. “That's What I Say” va a occupare un posto di tutto rispetto nella discografia nutrita di John Scofield.
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> recensioni musica estera GENNAIO 2006< |
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INCOGNITO
Eleven
Rice/Universal
Le mode passano, ma il brand Incognito è indelebile. Reduci da un tour italiano all'insegna del tutto esaurito, gli inarrestabili Paul “Bluey” Maunick & Co. A pochi mesi dall'antologia celebrante ben cinque lustri di carriera sfornano un nuovo album, l'undicesimo, contenente undici brani, intitolato, naturalmente, Eleven . Più in forma che mai, Bluey, entusiasta music-man come pochi, è oramai, con la sua band in continuo itinere, il baluardo indiscusso della scena funk-jazz-soul-disco, un tempo definita acid jazz. Apre Eleven il semistrumentale Let The Mystery Be , summa dell'Incognito-sound, con tastiere e fiati in primo piano, che introduce We Got Music , gioiosa disco-boogie con l'ensemble vocale di Imaani e Tony Morelle e l'adorabile Come Away With Me , cantata da Maysa Leak, musa ispiratrice di Bluey. Brani slow-tempo jazzati ( I'll Get By ), funkeggianti ( It's Just One Of Those Things ), ma anche tribal-jazzy ( Show me love ) con gli inconfondibili vocals di Carleen Anderson, completano un CD che difficilmente si riesce a togliere dallo stereo.
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GREEN DAY
Bullet In A Bible
Reprise DVD + CD
E' il sigillo che mancava per coronare un'annata a dir poco trionfale, un percorso di rinascita iniziato nel novembre del 2004 con la provocazione di un album, American Idiot , che addirittura ambiva a tagliare il nastro di prima punk-opera della storia sferrando nel contempo un duro attacco all'establishment neo-con americano. L'idea ha funzionato alla grande: i Green Day hanno pienamente recuperato i consensi dei tempi d'oro, quelli del best seller Dookie , conquistando quella credibilità artistica a lungo inseguita invano. Ora arriva questo live, che unisce un DVD e un CD audio per celebrare l'apoteosi live di Milton Keynes: due concerti, l'11 e 12 giugno, 130 mila spettatori, a consacrare definitivamente i Green Day nell'olimpo rock degli anni 2000.
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STROKES
First Impressions Of Earth
Rca
Dopo qualche lavoro di ritocco in più che ne ha fatto slittare l'uscita fino ad ora, ecco il terzo e decisamente scintillante album del gruppo di New York. Parafrasando il titolo, si può dire che l'album offre una buona occasione per esprimere le prime impressioni sullo svolgimento della carriera che scorre parallela a quella dei “coetanei” - e non solo in senso anagrafico - inglesi Coldplay. I due gruppi infatti sono entrambi al terzo passo ed entrambi risultano in crescita nella capacità di confermare le attese e di dare un brivido di fermenti attivi a tutto il settore musicale. Ma i paragoni finiscono qui, perché gli Strokes intendono la loro modernità con un'adesione più battagliera e dinamica alla vita rispetto alle malinconie sublimi di Chris Martin. Mettiamola così: alimentandosi all'albero dei Beatles, i Coldplay hanno tratto ispirazione dalla radice di Paul Mc Cartney e gli Strokes da quella di John Lennon. Ma anche un po' dai Rolling Stones, come dimostra per esempio il brano di apertura You Love Live Once o come Fear Of Sleep e più in generale un certo gusto di “graffiare” gli strumenti, più che di suonarli. In piccolo l'album è un ottimo campionario di stili emersi nella Big Apple che oscillano dal post punk Juicebox alla ballerina Razorblade , al blues psicotico 15 Minutes Of Pain al rock da camera Ask Me Anything .
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