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> recensioni musica italiana Gennaio 2005 <
1.vai e vai e vai
  2.portati via
3.fragile
  4.se
5.fra mille anni
6.la fin des vacances
7.sei o non sei
  8.20 parole
  9.bell' animalone
10.dove sarai
11.quella briciola di piu
  12.la fretta nel vestito


MINA
Bula Bula
PDU/Sony

Album che tranquillizza i fans sulla buona salute (vocale, intellettuale e artistica) della primadonna della nostra canzone. Mina rappresenta una certezza: e quando i suoi lavori non raggiungono il massimo vertice della perfezione nell'ambito di un repertorio che sta per raggiungere il mezzo secolo dal debutto, i suoi album entrano di diritto nella storia della canzone italiana fin dall'atto della pubblicazione. Questo Bula Bula (titolo che richiama un luogo immaginario, quasi a prendere le distanze dalla realtà dell'Italia contemporanea) non fa eccezione, e offre all'ascolto – insieme a brani di alto artigianato, nella migliore tradizione del repertorio di Mina (mai incline a cimentarsi nella canzone d'autore, prediligendo piuttosto sistemi popolari e immediati, anche se mai banali) – autentici gioielli, come il recupero di un brano come La fin des vacances , firmato Boris Vian ed Henri Salvador, oppure 20 parole (su testo – mozzafiato – di Roberto Rovesi, da tempo assente dal terreno della canzone). Un album tutto da gustare, saggiamente proposto in un periodo –fuori dalla mischia natalizia – che ne consente al meglio la ricezione da parte del pubblico degli appassionati, e che non mancherà di essere premiato anche in termini di vendita.


1.Rain birth
2.River of life
  3.Photos of ghosts
4.La carrozza di Hans
  5.La luna nuova
6.Un giudice
  7.Mr. 9 till
8.Siena violin jam
9.Rossini's William Tell overture
  10.E' festa
  11.Se le brescion
  12.E' festa (celebration)


PFM + MAURO PAGANI
Piazza del Campo
Aerostella/Sony

La PFM nel cuore di Piazza del Campo a Siena: antico e moderno si incontrano, natura e cultura si fondono. Il risultato è un concerto vissuto come un palio con le sue curve rischiose, con i suoi colori e i suoi calori, con la partecipazione totale del pubblico, con le sorprese. Un concerto che produce un album capolavoro, perfetto anche nella sua confezione DVD+CD. Il notevole evento ha visto affiancare la PFM di oggi (Di Cioccio, Djvas, Mussida, Premoli) con quella di ieri (Mauo Pagani ma anche Lucio Fabbri), più un ospite illustre (Piero Pelù presente in Si può fare solo su DVD). Il risultato è uno spettacolo vivo, intenso, travolgente: gli artisti si avvicinano ai 60 ma suonano con l'energia di ragazzini saggi che modulano le varie anime del gruppo: quella più melodico-sperimentale (da brividi La carrozza di Hans ) e (quando il Franz molla la batteria e diventa frontman) quella più dinamica e travolgente che porta al rito finale, catartico e collettivo, di E' festa . Grazie ragazzi, sempre.

 



1.Suite Ninderli
2.Tarareando
3.Moon Suite
4.Sahara Blues
5.Ao Gi
  6.Mambo De Machahuai
7.Ya Babà Maragià
8.Te No Kenoné


L'ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
L'Orchestra di Piazza Vittorio
Apollo 11/Self

L'Orchestra di Piazza Vittorio si è formata nel 2002 da un'idea di Mario Tronco, componente degli Avion Travel. Sotto la sua direzione musicisti provenienti dalle più disparate parti del mondo ma residenti in Italia, si sono uniti per formare una vera e propria Orchestra multietnica che ha cominciato a suonare nel quartiere Esquilino di Roma con il sostegno degli abitanti della zona. Dal 2003 questo Ensamble, composto da tunisini, indiani, italiani, sudamericani, est-europei, ecc. per un totale di 15 musicisti, ha cominciato a farsi conoscere al di là dei confini della capitale andando in tournèe per tutta l'Italia. Anche su disco, quindi, tablas indiane, percussioni senegalesi e argentine, tromba cubana, sax italiano e voci multilingue si fondono in una musica che, mai come in questo caso, si può definire world. Attraverso il progetto dell'Orchestra, l'associazione Apollo 11 si propone anche di riscattare la dignità di questi artisti fino ad ora socialmente emarginati nel nostro paese.

 


> recensioni musica jazz Gennaio 2005 <
1 dance me to the end of love
2 don't wait too long
3 don't cry baby
4 you're gonna make me..
  5 between the bars
  6 no more
  7 lonesome road
  8 j'ai deux amours
  9.weary blues
  10. i'll look around
  11. careless love
12. this is heaven to me


MADELEINE PEYROUX
Careless Love
Rounder/Universal

Ecco cosa può produrre il fatto di vivere tra Francia e USA: una miscela stilistica fra classicità pop europea e pop jazz, qualcosa che in questi anni è tornato di moda, soprattutto in campo femminile. La Peyroux non è nuova alla cosa (debuttò nel '96), e, anche grazie a produzione e arrangiamenti impeccabili, ritorna con un piccolo gioiello del genere. Un repertorio che attinge splendidamente a quello di Leonard Cohen (la sinuosa Dance Me To The End Of Love ), Bob Dylan ( You're Gonna Make Me Lonesome When you Go , uno dei migliori dell'album), Hank Williams (malinconica Weary Blues ) e W.C. Handy(l'irresistibile Careless Love ), e un classico d'epoque quale J'ai deux amours , ma anche ad altri meno noti compositori. In risalto la sua bella voce dalle tonalità autunnali (inflessioni Billie Holiday), senza gigionismi o forzature: oltrechè padronanza della materia, grande sensibilità e passione.


1. More Than Ever
2. Seven Thoughts
  3. Dream House
4. I Remember Astor
  5. J.F.
6. Mr. R.G
  7. Suite et Poursuite
8. Mousieur Martin
9. London By Night
  10. Bianco e nero


ROSARIO GIULIANI
More Than Ever
Dreyfus Jazz



Questo è l'album della piena maturità di Rosario Giuliani, il sassofonista sul quale da alcuni anni ha puntato la prestigiosa etichetta francese Dreyfus, confermando l'interesse dell'Europa, e del mondo transalpino in particolare, per i nostri musicisti. Un album in cui il leader si presenta in diverse situazioni, che spaziano dal duo con il pianoforte al quintetto e hanno come perno principale il suo nuovo trio con il contrabbassista Rèmi Vignolo e il batterista Benjamin Henocq. A loro si aggiungono, insieme o separatamente, sia una nuova realtà del piano jazz europeo: Jean-Michel Pilc, sia una star internazionale della fisarmonica quale Richard Galliano, che contribuisce con due brani al repertorio, per il resto quasi interamente basato sulle composizioni del leader, come sempre pervase da un coinvolgente senso melodico. Il suono caldo, l'impeto espressivo della musica di Giuliani, che gli deriva dalle lezioni di Parker e Coltrane, metabolizzate in un originale linguaggio contemporary mainstream, il trascinante swing e l'interplay fra i musicisti sono le caratteristiche principali della poetica del sassofonista, che non solo si rivela un maestro nell'uso del contralto, ma ha ormai raggiunto una sua cifra espressiva anche sul soprano. La varietà di situazioni e colori qui presenti ha anche il pregio di essere stata montata magistralmente, scegliendo con cura l'ordine dei brani per condurre l'ascoltatore all'interno di un articolato quanto più coerente al panorama sonoro.



1. Machinery
2. Nutating
  3. Sink
4. Columns
5. Deep
  6. In Patches
  7. Ondular
8. Downslope
9. Rivers
10. Climb
  11. Inside
  12. And On
  13. The Drive
  14. Falling


JON BALKE
Diverted Travels
ECM

Il nome di Balke non è certo tra i più citati, quando si parla di pianisti europei, ma il cinquantenne norvegese è riuscito, nel corso di una ormai lunga carriera iniziata nel 1974, a ritagliarsi uno spazio non marginale e, soprattutto, di assoluta originalità. Ne è ulteriore prova questo interessantissimo disco, che riesce a far funzionare una combinazione sulla carta abbastanza improbabile: un trombettista-cantante (Per Jorgensen) influenzato in egual modo da Rex Stewart e Miles Davis, un sassofonista (Fredrik Lundin) che mostra una certa dimestichezza con le esperienze di Evan Parker, un trio d'archi (Bjarte Eike, Peter Spissky, Thomas Pitt) specializzato nel barocco italiano e due percussionisti (Helge Andreas Norbakken, Ingar Zach) che si muovono con disinvoltura tra Africa e Medio Oriente. Questo strano miscuglio denominato Magnetic North Orchestra, malgrado tutto, funziona benissimo; Balke è molto attento a non cadere nella trappola dell'esotismo di maniera, e a spiazzare deliberatamente le attese dell'ascoltatore combinando con estremo rigore i mezzi a sua disposizione, ma riuscendo sempre a fornire l'impressione di un'assoluta spontaneità. E' proprio questo il segreto di un opera tanto riuscita: un saldo controllo della forma associato a una freschezza improvvisativa che sempre più di rado capita di ascoltare. A volte si ha la sensazione di sentire la musica di Miles Davis elettrico eseguita da strumenti acustici, con uno strano ma coinvolgente effetto spiazzante, che spinge a ritornare con frequenza sulle tracce lasciate da Balke nel tentativo di scoprire aspetti in precedenza non colti. E' un disco che cresce a ogni ascolto, e che la scia intravedere ulteriori, affascinanti prospettive.




> recensioni musica estera Gennaio 2005 <
  1.Feeling Good
  2.A Foggy Day
3.You Don't Know Me
  4.Quando, quando, quando
  5.Can't Buy Me Love
  6.Home
  7.The More I See You
8.Save the Last Dance for Me
9.Try a Little Tenderness
  10.How Sweet It Is
  11.Song for You
  12.I've Got You Under My Skin
  13.You and I



MICHAEL BUBLE'
It's Time
Warner Bros

Fari (e fucili) puntati su questo ritorno di Michael Bublè sul mercato. Naturale: con il suo primo, per molti aspetti straordinario, album è riuscito a imporre uno stile che ha fatto tendenza in tutto il mondo ripassando col filtro del cosiddetto “new swing” le sonorità di oggi. Il giochino gli riesce bene anche questa volta e infatti una strepitosa Can't Buy My Love (indimenticabilmente dei Beatles) rivive in questo album con una grandissima profondità espressiva. It's Time è tuttavia l'evidente dimostrazione che lui e il suo team vogliono andare oltre il fenomeno. Non a caso il primo singolo – Home – non c'entra nulla con la grammatica “new swing”: è invece una canzone attuale e perfino un pò difficile o raffinata per gli standard di ascolto del vasto pubblico internazionale. Ma bene ha fatto il ragazzo a dare un segnale di diversità, anche perché poi l'album contiene approdi più sicuri e scintillanti a partire dalla celebre Quando quando quando (di Tony Renis e Alberto Testa) in versione bossanova sapientemente rallentata, proprio come la voleva in origine Renis. Non solo, per renderla ancora più lieve Bublè ha chiesto la collaborazione di Nelly Furtado in un duetto destinato a diventare tormentone. E poi vechi classici ( Foggy Day , I've Got You Under My Skin ), nuovi brani, fino al colpo di scena finale: una Try A Little Tenderness che era affidata alla memoria di una appassionata versione di Otis Redding e qui invece è limitata e resa chill-out con tanto di violini. Bella ma strana o, a scelta, strana ma bella. E allora fari accesi e fucili riposti: Michael Bublè concede un ottimo bis. Buon divertimento.


1.GALVANIZE
2.THE BOXER
  3.BELIEVE
4.HOLD TIGHT LONDON
  5.COME INSIDE
  6.THE BIG JUMP
  7.LEFT RIGHT
8.CLOSE YOUR EYES
9.SHAKE BREAK BOUNCE
  10.MARVO GING
  11.SURFACE TO AIR



THE CHEMICAL BROTHERS
Push The Button
Freestyle Dust/Virgin

Tanto schivi di persona, quanto chiassosi ed esplosivi ogni volta che mettono mano agli strumenti. Per quanto si sforzino, i due fratelli chimici proprio non riescono a togliersi di dosso la luce dei riflettori. Fortunatamente il loro tentativo di sfuggire a una notorietà sempre più plastificata viene di volta in volta vanificato a tutto favore di quanti amano intrattenersi con le sonorità più ardite e avventurose. Il nuovo Push The Button non smentisce le doti del duo inglese, anzi esalta all'inverosimile il loro sincretismo musicale: quale migliore esempio allora se non l'orientaleggiante atmosfera electro-tribale del primo singolo Galvanize , una miscela di suoni che sembra uscita direttamente dalle miniere di re Salomone. A insaporire un'atmosfera già speziata contribuisce anche il flow assassino di Q-Tip, storico leader degli A Tribe Called Quest, abile nel districarsi nella fitta trama sonora intessuta dalle mani di Ed e Tom. Interessanti anche le tonalità profeticamente soul di The Boxer e l'humus blues che “sporca” a dovere Marvo Ging . Con un singolo di tale intensità rimane da chiedersi quale sorte spetterà a Push The Button .

 

1.What You Waiting For?
2.Rich Girl - (with Eve)
3.Hollaback Girl
4.Cool
  5.Bubble Pop Electric
  6.Luxurious
  7.Harajuku Girls
8.Crash
9.Real Thing, The
  10.Serious
  11.Danger Zone
  12.Long Way To Go



GWEN STEFANI
Love.Angel.Music.Baby
Interscope




La fastosa apparizione durante gli MTV Europe Awards nelle vesti di una scatenata Alice nel paese delle meraviglie ha certamente contribuito ad accrescere la notorietà di questa artista conosciuta finora come leader del gruppo pop-rock californiano No Doubt. Nove anni all'interno della band, contrassegnati da numerosi successi ed intervellati solo, nell'estate 2001, dal duetto con Eve per il fortunato Let Me Blow Ya Mind . Un sodalizio che ritorna d'attualità visto che la rapper americana è stata prescelta come ospite dell'album, insieme a Johnny Vulture e a Andre 3000 degli Outkast. Love.Angel.Music.Baby è un perfetto spaccato della musica attuale: dalla pop-dance di What You Waiting For? All'hip hop di Rich Girl passando dal rock a presa rapida di Ranger Zone fino alla tarantolata Bubble Pop Electric . Un debutto da solista curato nei minimi dettagli, ad iniziare dalla produzione che vede coinvolti talenti del calibro di Nellee Hooper, Dr. Dre, Neptunes e dei sempreverdi Jimmy Jam & Terry Lewis, liberi di esprimere il loro talento senza sottostare eccessivamente alle logiche commerciali.