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> recensioni musica italiana Agosto 2004 < |
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SCEGLI ME |
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MUSICA |
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DIETRO IL TUO CHADOR |
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DARE |
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NUN ME VUO' CCHIU' |
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ANCORA,ANCORA,ANCORA |
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TU CHE NON CI SEI |
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ILAH SHADDAY |
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C'ERA UNA VOLTA |
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W.O.P. |
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RAIZ
Wop
Phoenix/Universal
Primo lavoro solista dell'ex voce degli Almamegretta. C'era molta curiosità intorno a questo album.C'era la curiosità di sapere che fine avrebbe fatto quel condensato di esperienze e di suoni che erano stati la cifra stilistica più importante della band. Raiz comunque rimane fedele al passato, pur modificando sostanzialmente il progetto: e così se il suono è meticcio e ibrido, ricco di influenze trasversali, l'impianto strutturale è più attento alle esigenze di una canzone moderna. Basta ascoltare Ancora, ancora, ancora per trovare le tracce di un nuovo formalismo elegante e comunicativo. E poi questa ricerca prosegue con Tu che non ci sei , con il techno tango di Nun me vuò cchiù , con il quasi chill-out di C'era una volta . Dotato di una voce profonda e viva, Raiz non ha davvero sofferto la paura del vuoto in questo suo primo lavoro da solista. E il risultato canta per lui.
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SENZA CA' SPASSE |
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SI VEDRA' |
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ALL'AMERICA |
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LU'MARE DA' |
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SPUNTANATA |
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URRJA |
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LACONTRORA |
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SUNE' CHITARRA |
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DURME |
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JALANT |
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UMBERTO SANGIOVANNI
La controra
Rai Trade
Un viaggio tra suggestioni popolari ed atmosfere mediterranee costato anni di preparazione e studio, quello cui ci invitano Umberto Sangiovanni e la Daunia Orchestra: il pianista foggiano di tradizione jazz, che vanta al suo attivo due album precedenti e una vasta produzione di colonne sonore per documentari, film e lungometraggi, riscopre nell’album La controra, la vitalità della propria terra e del suo dialetto, rivisitando i canti di tradizione orale dei contadini d’inizio ‘900 pazientemente recuperati tra libri dimenticati ed ingialliti dal tempo. Lo accompagnano musicisti di gran calibro come Massimo D’Agostino (batteria), Marco Camboni (contrabbasso), Rossella Ruini (voce), che costituiscono il nucleo principale del quartetto attorno a cui, secondo le esigenze, ruotano alti elementi. Un’attenzione particolare va a Rossella Ruini che, unendo stile raffinato e sapiente utilizzo della propria voce, scalda e rende vibrante ogni tappa di questo percorso.
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PORTA VAGNU |
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IL MERCATO DEL BRONCIO |
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IL BANCHETTO DELL'AMORE |
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DIAMANTE |
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INVEROSIMILE |
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AMOUR |
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LUNA |
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TRE |
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PUZZLE |

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IVAN SEGRETO
Porta Vagnu
Epic
Esordio bello, clamoroso e caloroso, per un cantautore di derivazione jazz con alle spalle seri studi specifici (anche di contrabbasso e tromba oltre che del suo strumento di riferimento, il pianoforte, suonato con tocco alla Bill Evans). E tutta questa ricchezza si sente fin dalle prime battute della iniziale Porta Vagnu cantata in siciliano, e poi via via per tutte le 10 canzoni che respirano un’atmosfera da Hot Club de France tanto è nitido il segno swing dell’album: Diamante, in questo senso, è la canzone che meglio rappresenta quella ricerca di luci e di ombre, di sfumature appena percettibili, che è la trama efficace del CD. Dall’allegra Amour all’esotica Luna alla romantica Il banchetto dell’amore, tutto l’album è una bella rivelazione, da ascoltare e meditare con gusto.
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> recensioni musica jazz Agosto 2004 < |
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I'M ALL FOR YOU |
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DON'T BLAME ME |
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MONK'S MOOD |
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THE SUMMARY |
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STELLA BY STARLIGHT |
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IWATED FOR YOU |
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LIK SOMEONE IN LOVE |
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EARLY AUTUMN |
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COUNTDOWN |
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JOE LOVANO
I’m All For You
BLUE NOTE
Accompagnano in questa nuova avventura il sassofonista di Cleveland: Hank Jones al pianoforte, George Mraz al basso e Paul Motion alla batteria. La prima sensazione è quella di trovarsi davanti a un disco importante, di quelli destinati a restare. La seconda è che saranno necessari ripetuti e prolungati ascolti, prima di riuscire ad assorbire appieno i sapori della gran quantità di carne messa al fuoco da Lovano e i suoi complici. Forse con questo album stiamo assistendo alla nascita di qualcosa di cui si parlerà parecchio negli anni a venire; certo è che la straordinaria concentrazione esibita dal quartetto nel coso di quest’ora scarsa di musica ha un che di miracoloso. Il tutto è dissimulato all’interno di un programma di ballad apparentemente dimesso: alcune sono di fin troppo comune rilettura ma bastano un paio di minuti del primo brano, un Body And Soul neanche troppo mascherato, per rendersi conto che non basterà il breve spazio di una recensione a descrivere la sapidità intellettuale di questo lavoro e la sua profonda consapevolezza. Esemplare in tal senso è l’interpretazione in trio, senza contrabbasso, di Monk’s Mood, che di colpo fa capire come il disco sia il punto d’arrivo (o una nuova partenza) del discorso sul repertorio iniziato molti anni or sono dagli stessi Motion e Lovano. Due colpi di teatro, per finire: il ripescaggio dello splendido The Summary che Thad Jones dedicò a Louis Armstrong e la geniale conversione del coltraniano, frenetico Countdown in un insinuante sei ottavi
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TANGO POUR CLAUDE |
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TARAF |
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GISELLE |
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LITTLE TANGO |
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DBLIVION |
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CHORINHO PRA ELE |
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IVAN IVANOVITCH KOSSIAKOF |
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VIAGGIO |
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LIBERTANGO |
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INDIFFERENCE |
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MOZAMBIQUE |
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FACE TO FACE |
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J.F. |
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BEJA FLOR |
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RICHARD GALLIANO/MICHEL PORTAL
Concerts
DREYFUS JAZZ
La straordinaria creatività del duo Galliano-Portal torna a incantarci con questa selezione dalla lunga serie di concerti di questi anni. I temi non sono quelli di Blow Up, il loro disco ufficiale, ma quelli che il duo eseguiva regolarmente in pubblico, in versioni inedite che danno piena misura dell’inventiva del duo,con sviluppi e soluzioni nuove. Il disco non può che confermare gli unanimi consensi per questo duo, capace di coniugare virtuosismo tecnico, sincera partecipazione e senso del rischio in un fluire di situazioni appassionanti, sia per il grande pubblico sia per i cultori. Sempre suggestivi i tanghi, qui ben rappresentati, con Portal che imbraccia volentieri il bandoneon, entrando nel terreno di Galliano con gusto e senso della misura. Ma ogni brano ha una sua storia e un suo sound, dal drammatico Mozambique, caratterizzato dal clarinetto basso, all’esuberante Chorino di Hermeto Pascola, esplicito omaggio al folklore brasiliano.
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ITEM 1, D.I.T. |
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ITEM 2, D.I.T. |
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ITEM 3, D.I.T. |
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ITEM 4, D.I.T. |
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ITEM 5, D.I.T. |
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ITEM 6, D.I.T. |
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ITEM 7, D.I.T. |
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ITEM 8, D.I.T. |
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ITEM 9, D.I.T. |
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STEVE SWALLOW
Damaged in Transit
XTRAWATT
Steve Swallow contrabbasso, Chris Potter al sax tenore e Adam Nussbaum alla batteria, un trio di tutto rispetto. Damage In Transit brillante registrazione in tournee si inscrive nel solco della tradizione storica del trio jazzistico pianoless, condividendone gli assunti di fondo ma spremendone un’essenza di fresca originalità, garantita dall’altissima classe dei singoli musicisti. Swallow ha composto canovacci melodico-ritmici di estrema scioltezza, svincolati da particolari obblighi armonici, che trovano nel Cd un bel flusso espositivo ininterrotto. Dai moduli bobbistici, che si rifanno a Charlie Parker, Thelonious Monk e Sonny Rollins, alle strutture bluesy fino alle ballad intimistiche, il repertorio sembra un severo banco di prova per Potter, autorevole nel superare ogni ostacolo dando prova di matura flessibilità interpretativa sorretta da una tecnica maiuscola. Swallow e Nussbaum sono maestri nell’alimentare costantemente la fantasia del solista e nell’accettare a loro volta di venire allo scoperto con brevi improvvisazioni solitarie di folgorante bellezza.
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> recensioni musica estera Agosto 2004 < |
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HOMESICK |
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MISREAD |
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CAYMAN ISLANDS |
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SAY OUT OF TROUBLE |
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KNOW-HOW |
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SORRY OR PLEASE |
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LOVE IS NO BIG TRUTH |
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I'D RATHER DANCE WITH YOU |
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LIVE LONG |
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SURPRICE ICE |
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GOLD IN THE AIR OF SUMMER |
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THE BUILD-UP |
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KINGS OF CONVENIENCE
Riot On An Empty Street
Source/Virgin
Lo spirito dei giovani Simon and Gurfunkel si è miracolosamente reincarnato nella vecchia Europa. Da alcuni anni, sono in azione i norvegesi Kings of Convinience, massimi esponenti alcuni anni fa di quel “new accoustic movement” che ha riaccostato le giovani generazioni ad un modello di canzone d’autore che sembrava appartenere alla memoria. Il loro album di debutto, Quiet Is The New Loud, era un’incantata collezione di gemme folk-pop venute dal nulla; questo secondo ed attesissimo episodio si pone sulla stessa scia senza pretendere di replicare l’effetto sorpresa. Le canzoni scorrono morbide, levigate da un tocco minimale che ormai è quasi un marchio di fabbrica dei kings:possiamo sottolineare Misread, Cayman Islands, Homesick e Live Long che hanno la stoffa dei grandi classici. Un album che vi accompagnerà nelle calde notti d’estate.
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Call off the search |
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Crawling up a hill |
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The closest thing to crazy |
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My aphrodisiac is you |
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Learnin' the blues |
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Blame it on the moon |
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Belfast (penguins and cats) |
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I Think It's going to rain.. |
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Mockingbird song |
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Tiger in the night |
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Faraway voice |
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Lilac wine |
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KATIE MELUA
Call Off The Search
Dramatico/Self
Arriva dall’Inghilterra una nuova moda sulle note raffinate di un sound che affonda le radici nel jazz e che non disdegna talvolta escursioni in ambito classico. Katie Melua, georgiana di origine, scoperta e lanciata dal produttore e discografico Mike Batt. E’ sufficiente premere il tasto play per essere fagocitati dalle ricercate atmosfere sonore di Call Off The Search: chitarra alla mano, Katie, accompagnata dalla Irish Film Orchestra, esplora la ricca gamma di tonalità della black music, dal jazz quasi sospirato di My Aphrodisiac Is You e Blame It On The Moon, alle atmosfere più ruvide e sensuali del blues, come nel caso di Mockingbird Song e della bella cover di Crawling Up A Hill di John Mayall. Nulla potrà frenare l’ascesa di questa stella che ha già scatenato la critica in scomodi paragoni con i grandi nomi del passato.
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i always find myself |
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so hot |
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burnin' |
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loving you |
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the best |
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don't run so fast |
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you make life so good |
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yeah yeah yeah |
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separate |
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april's kiss |

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RAHSAAN PATTERSON
After Hours
Dome Recods/Family Affair
Scaricato dalla major per cui aveva inciso i primi due eccellenti album, Rahssan Patterson, passa ora all’indipendente inglese Dome Records che gli consente, finalmente, di pubblicare questo terzo lavoro dopo quasi 5 anni. After Hours, si apre con due brani d’atmosfera (The One For Me e I Always Find Myself), in cui la voce soulful dell’artista newyorchese rievoca con stile il glorioso black sound degli anni ’70. Episodi più energici come l’irresistibile sterzata disco-funky d.o.c. di So Hot e il funky groove della traccia fantasma (Straighten It Out) convivono con i momenti più vibranti: Yeah Yeah Yeah, ipnotica e rarefatta, e Don’t Run So Fast, intarsiata di archi, basso e chitarra acustica. Se il nu-soul di Maxwell e D’Angelo ha sfondato in classifica, auguriamo altrettanto ed anche di più al talentuoso Rahsaan Patterson.
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